Eccola là, la Big Bench n°190!

Una panchina gigante immersa nella natura, e d’un tratto si torna bambini…
Il suo nome è Big Bench 190. Una gigante panchina, che, da sabato 22 gennaio 2022, si trova posizionata a cavallo tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, più esattamente tra le colline di Caneva (PN) e quelle di Cordignano (TV).
Da lì, 560 metri s.l.m., si possono godere la luce dell’alba, gli infiniti colori del tramonto e i profumi della natura. Da lì si può volgere lo sguardo verso le Alpi Carniche e Giulie, verso la pianura pordenonese e trevigiana, la laguna veneta o le montagne bellunesi, senza trovare un limite.
Il compito della panchina gigante è farci godere gli scenari mozzafiato fermando il tempo per un istante, nonché farci trovare un po’ di felicità immersi nella bellezza.
Le BB sono alte due metri, larghe quattro, tutte colorate con ai lati due riccioli. Il cambio di prospettiva, dato dalle dimensioni, all’improvviso ci fa ritornare piccini. Una volta che ci si siede la sensazione è di godersi la vista come se si fosse, appunto, di nuovo bambini.
Le prime panchine giganti sono state posizionate nelle Langhe piemontesi nel 2010 ed ora il numero cresce di continuo: ad oggi, se ne contano 191. Sono tutte “sorelle” perché fanno parte del Big Bench Community Project (BBCP), un progetto no profit, su scala mondiale, avviato nel 2009 dal noto designer americano Chris Bangle insieme alla moglie Catherine, cittadini di Clavesana (Cuneo, Piemonte).
L’intento è quello di valorizzare gli angoli meno conosciuti del territorio, regalando alle persone, in ogni ora del giorno e della notte, momenti di felicità. Un’idea semplice e geniale che apre gli occhi sul valore di ciò che ci circonda ma che troppo spesso non riusciamo a vedere.
In Veneto, la prima Big Bench è stata collocata l’anno scorso sul Nevegal, mentre la prima in provincia di Treviso, la numero 181, completamente gialla, è stata inaugurata qualche mese fa a Lago di Revine Lago.
La più recente, installata lo scorso gennaio dalla Pro Stevenà (PN), è la prima Big Bench in Friuli Venezia Giulia, la numero 190, quella più a est d’Italia. Per arrivarci basta partire dai ruderi del castello di Villa di Villa a Cordignano prendere a piedi il sentiero CAI 1060 oppure, in auto, la stretta strada del Faidel, conosciuta come strada del Patriarca, percorso escursionistico che porta fino al monumento di Col
Alt e al Parco dei Carbonai nel Bosco del Cansiglio. Dal "Castelat", dopo 5 km sulla destra, eccola là: la panchina gigante rossa e gialla, i colori della forza e della luce, pronta ad offrire riposo a chi percorre quei sentieri. Lassù (GPS 45.986750, 12.430819) si vive un’esperienza intensa, da condividere senz’altro con altri: ci si stupisce del tanto che ci circonda e perfino lo sguardo si perde.
Il tour delle panchine giganti attrae sempre più turisti: c’è voglia d’allegria, di sentirsi piccini davanti a un panorama immenso e meraviglioso! L’anno scorso è stato pubblicato un libro intitolato “A piccoli passi Big Bench. 50 panchine giganti in Piemonte-Itinerari per tutta la famiglia”, e c’è da aspettarsi che ne escano altri, almeno tanti quanti sono i luoghi del BBCP!
Le attività del BBCP sono a carattere esclusivo senza fini di lucro. Le BB devono essere fruibili h24, sono costruite in legno, ferro e colore grazie a fondi o manodopera volontaria; nessun fondo pubblico deve essere usato per realizzarle.
Tra l’altro, per chi volesse realizzare una nuova Grande Panchina Originale, c’è sia il supporto tecnico sia la collaborazione con le eccellenze dell’artigianato del posto, dando in questo modo un piccolo contributo all’economia e slancio al turismo locale. Un po’ come in un gioco, un po’ come in una fiaba, divertendosi. Attualmente ci sono 38.758 “panchinisti itineranti” che si spostano collezionando sul passaporto i timbri di ogni panchina. Dopo esser stato insieme a loro, la percezione è che il 2022 sarà ricco di nuove Big Bench e di nuovi “panchinisti itineranti” pronti a viaggiare verso le 191 destinazioni.
Beh, per sentire i brividi si potrebbe salire a bordo, sedersi senza cinture, a braccia aperte, nell’aria senza limiti e così volare.





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