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24 Gen 2020


Pieve 2021, il territorio unesco plaude e fa rete

Verso la candidatura a capitale della cultura. Dossier entro il 2 marzo.

Pieve di Soligo va considerata la punta avanzata di un territorio Unesco che vuole fare rete e costruire insieme una progettualità di Marca, nel segno della cultura che ispira, crea e dona. Questo il messaggio chiaro e condiviso uscito al termine della affollata conferenza stampa svoltasi sabato 18 gennaio presso la sede della Biblioteca comunale di piazza Vittorio Emanuele II, per illustrare il percorso verso la candidatura di Pieve a capitale italiana della cultura 2021.

Nell’estate 2019 la prima idea e le prime condivisioni, poi il bando tanto atteso verso la fine di novembre, alla fine la decisione di assumere l’iniziativa: lo scorso 13 dicembre 2019 – entro il termine finale del 16 dicembre stabilito dal segretariato generale del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo – il comune di Pieve di Soligo ha inviato ufficialmente a Roma la manifestazione di interesse al procedimento di selezione per il conferimento del titolo di “Capitale italiana della cultura” per l’anno 2021. Un percorso – come ha ribadito il sindaco Stefano Soldan – che nasce nel segno delle reti associative, delle collaborazioni istituzionali e con le categorie economiche e sociali, della rappresentanza di una vasta area che vedono Pieve di Soligo “Cuore Unesco di Marca”, ispirandosi in particolare al centenario della nascita del grande poeta e scrittore Andrea Zanzotto (1921-2011), al sociologo ed economista, maestro della cooperazione, Giuseppe Toniolo (100 anni dalla morte nel 2018), alla grande cantante lirica Toti Dal Monte (45 anni dalla morte nel 2020), insieme al ministro Francesco Fabbri (100 anni dalla nascita nel 2021) e a tante altre personalità della letteratura, della musica, dell’arte, della socialità di grande respiro, fama e autorevolezza che a Pieve hanno vissuto e operato. Ma l’ottica è complessiva, guarda a tutto il territorio delle Colline di Conegliano Valdobbiadene proclamato Patrimonio Unesco nel 2019, e a tutta la provincia di Treviso che così può cogliere una grande opportunità per il suo futuro.

Lo hanno confermato durante la conferenza stampa, moderata da Marco Zabotti, la vice sindaco e assessore alla cultura di Pieve, Luisa CigagnaMauro Canal, sindaco di Refrontolo e presidente ufficio di presidenza IPA; Albino Cordiali, sindaco di Vidor e consigliere provinciale delegato in rappresentanza del presidente Stefano Marcon;  Alberto Villanova, consigliere regionale del Veneto,  presidente della VI commissione consiliare; Giustino Moro, presidente della Fondazione Francesco Fabbri; Giuseppe Carlet, presidente Gal Alta Marca;  Roberto Franceschet, presidente Consorzio Pro Loco Quartier del Piave anche in rappresentanza presidente provinciale e regionale UNPLI  Giovanni Follador;  Mario Dalla Riva, Latteria Soligo, delegato dal presidente Lorenzo Brugnera;  Giancarlo Nadai, presidente dell’Associazione musicale Toti Dal Monte; Alessandro Martini, direttore Fondazione Marca Treviso e cabina di regia OGd provinciale, portando anche il saluto del presidente della Camera di Commercio Tv – Bl Mario Pozza; Innocente Nardi, presidente Consorzio Tutela Prosecco DOCG Conegliano Valdobbiadene;  Raffaele Mazzucco, imprenditore delegato a progetti speciali Unindustria Tv; Claudio Toppan, vice sindaco di Conegliano;  Antonio Miatto, sindaco di Vittorio Veneto.

Il dossier di candidatura deve essere presentato a Roma in poche settimane, entro il 2 marzo 2020, e per questo sarà all’opera anche un’apposita commissione scientifica guidata dal vice presidente e direttore dell’Istituto Beato Toniolo, Marco Zabotti, coordinatore del progetto “Cultura 2021”.






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