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Premio Civilitas XXIV : ecco i premiati dell’anno dedicato al coraggio
Nel giorno del Santo Patrono - martedì 6 novembre - al Teatro Accademia di Conegliano si è svolta la cerimonia finale della XXIV edizione del Premio Civilitas, riconoscimento con il quale l’associazione Dama Castellana «vuole portare alla luce quel sommerso di umanità ed altruismo che ancora permea il territorio locale, ma che di rado viene portato alla luce». Tema dell’edizione 2018, il coraggio.
A fare gli onori di casa il sindaco di Conegliano, Fabio Chies: «Quella di oggi è una grande festa per la città di Conegliano, non solo per il patrono ma perché oggi si premiano tutte le persone che nel silenzio quotidiano aiutano gli altri. Il volontariato come anche la solidarietà, dimostrati negli ultimi giorni nelle zone imperversate dal maltempo, sono nel dna dei veneti, e in particolare nei premiati a cui va un plauso».
Alberto Rui, presidente di Dama Castellana, cita Paolo Borsellino: «La paura è normale che ci sia, in ogni uomo, l'importante è che sia accompagnata dal coraggio. Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, sennò diventa un ostacolo che ti impedisce di andare avanti». Una verità, che ogni persona premiata ha declinato a suo modo «e speriamo che con la loro storia si possa fornire un esempio per chi sta passando dei brutti periodi: c’è sempre bisogno di qualcuno che ce l’ha fatta, è riuscito a fare passi avanti ed essere felice».
E sono tanti gli esempi positivi, tanti quanti i nomi dei premiati e dei menzionati che hanno prestato tempo e impegno per la comunità, dando il proprio contributo alla crescita del patrimonio sociale e culturale del territorio locale.
Encomiabile tra tutti l'esempio della classe quinta della scuola primaria "Guglielmo Marconi" di Conegliano, dove alunni e insegnanti stanno vicino al piccolo Pietro affetto da una patologia molto seria: dal 2015, infatti, i bambini della Marconi con i loro insegnanti seguono Pietro, anche tramite Skype, nel suo percorso di cure, dandogli un segno di vera amicizia. In un'epoca in cui si parla tanto di bullismo scolastico, c'è anche l'esempio positivo di chi si prende cura di chi è meno fortunato. Sempre per la categoria “Giovani emergenti” sono stati premiati Elisa e Giulia Scudeller (cui abbiamo dedicato un articolo nell’ultimo numero cartaceo della nostra rivista), sorelle musiciste 17enni che suonano anche in case di riposo e ospedali, Sammy Basso, 23enne simbolo e promotore del sostegno alla ricerca scientifica sulla progeria, rara malattia dell’invecchiamento precoce da cui è affetto, e Margherita Borsoi, bimba campionessa di taekwoondo nata senza avambraccio.
Per la categoria “Attestati di civiltà nella comunità” sono stati premiati Ivana Abiti, la quale dal 2001 collabora con il Comune di Conegliano nel proporre iniziative legate alla lettura, dando vita intorno ai libri ad una vera e propria comunità; Vittorino Faggian, storico psicologo de La Nostra Famiglia che, oltre ad accompagnare bambini e adolescenti nel loro percorso di riabilitazione, ha seguito tanti studenti universitari nei loro stage curriculari e, dopo la pensione, ha continuato a dare il proprio contributo all'Università degli Adulti e degli Anziani e ad altri gruppi di volontariato; Maria Chiara de Lorenzi, socia fondatrice degli Amici dell’Antica Pieve di San Pietro di Feletto; Corrado De Fanti, che si è dedicato al nipote autistico dopo la morte del figlio; Valeriano Dal Mas, alpino di Ogliano, ricordato dai compaesani per la sua presenza positiva nella comunità, tramite l'organizzazione e la partecipazione a tante iniziative locali; Luciano Piccin, attivissimo da lungo tempo con ruoli di responsabilità nelle associazioni Avis e Aido nei comuni di Pieve e Refrontolo (qui l’articolo); Lilt Giocare in Corsia, 146 volontari che passano le serate in ospedale per far divertire i bambini malati.
Per la categoria “Menzioni alla memoria”, il riconoscimento è andato a Gianlugi Piovesana, ex dirigente d'azienda e anima dell'associazionismo mancato nel 2016 all'età di 79 anni, promotore, tra l’altro, dell’apertura al pubblico della sala dei Battuti a Conegliano, Renato Sartor, ex dirigente e scrittore attivo nel sociale, morto lo scorso luglio a 83 anni, Antonio Pancot, alpino impegnato sul fronte russo nella Seconda Guerra Mondiale, Elisa Girotto, mamma scomparsa prematuramente che, prima di morire, ha preparato regali per i primi 18 compleanni della figlioletta.
Ai premiati locali, esempi di dedizione al prossimo, di impegno per il bene di tutta la comunità e di valorizzazione delle proprie radici storiche e culturali, si aggiungono altri due riconoscimenti di respiro più ampio: il Premio “Nazionale/Internazionale”, introdotto nel 1997, è stata assegnato quest’anno alla città e ai cittadini di Genova, che, con forza e coraggio, si sta rialzando dalla tragedia del crollo del Ponte Morandi; il Premio “Paesaggio, Architettura ed Ambiente”, introdotto a partire dall’edizione 2016 e dedicato alle realtà impegnate nelle azioni di tutela e valorizzazione del territorio e di ogni forma di paesaggio, è stato assegnato alla città di San Donà di Piave per l’iniziativa di sviluppo partecipato e sostenibile dell’area urbana grazie anche al Programma Porta Nord.
Si ricorda che il Premio Civilitas ha ottenuto l'Alto Patrocinio del Presidente del Parlamento Europeo; la medaglia di rappresentanza del Presidente del Senato della Repubblica, che verrà consegnata ad uno dei premiati; il Patrocinio del Ministero dei Beni Attività Culturali e Turismo; il Patrocinio della Regione del Veneto, della Provincia di Treviso e della Città di Conegliano.
Foto Da Ros & Pollesel - Conegliano

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