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26 Apr 2018
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Vinitaly 2018: Veneto Leader, tra sensibilità e anniversari importanti
Il Veneto, culla dell’enologia: molto più di uno stereotipo, è pura verità visti i dati snocciolati dalla nostra regione al recente Vinitaly, dove è risultata vero e proprio traino del Paese, nonché location storica del Salone Internazionale dei Vini e Distillati, tornato puntuale come ogni primavera nei padiglioni espositivi della Fiera di Verona. Tante le curiosità e le nuove proposte che vanno oltre lo scopo commerciale. Nel padiglione della Regione è stato confermato il corner dell’Associazione Italiana Persone Down della Marca Trevigiana, con la vendita dei prodotti realizzati dai ragazzi, tra cui immancabile ormai il Raboso realizzato grazie alla collaborazione con la cantina Cecchetto di Tezze di Piave e alla cessione da parte della cantina di alcuni dei filari del suo vigneto. I ragazzi seguono ogni passaggio, dalla vendemmia alla torchiatura e pigiatura, fino alla sigillatura: una produzione da 1500 bottiglie all’anno numerate, ognuna con la propria etichetta disegnata a mano e firmata dal ragazzo che l’ha creata.
Particolare curiosità ha suscitato poi il primo vino prodotto dai Frati Carmelitani Scalzi di Venezia, realizzato a partire da 17 i vitigni antichi che raccontano le origini mercantili della città: dal Raboso alle Malvasie, dalle varietà armene alla Marzemina, dal Verduzzo al Lison, e altre tipologie rare come la Terra Promessa. Presentato in anteprima presso il Consorzio Vini Venezia, ha visto la partecipazione allo stand anche del priore del monastero, che con i confratelli coltiva le viti recuperate nella città e raccolte nel vigneto-collezione della biodiversità, situato nell’antico brolo. Ne risulta un vino, nelle varianti bianca e rossa, che nasce secondo la tradizione dell’ora et labora. Come illustrato anche dal Presidente del Consorzio, il progetto intende restituire ad ogni sorso parte dell’anima di Venezia. Moltissimi, poi, gli anniversari festeggiati nel nostro territorio, caratterizzati da bottiglie da collezione create ad hoc: si parte dalla “giovane” Col Vetoraz, che ha celebrato i 25 anni di attività, sebbene il Valdobbiadene DOCG sia coltivato sull’omonimo colle fin dal 1838 dalla famiglia Miotto e il cui discendente, ora, è fondatore e tra i soci titolari della realtà che produce Prosecco Superiore; si arriva fino all’anniversario di 150 anni della storica Carpenè Malvolti, la prima cantina che a Vinitaly ha festeggiato 150 anni con una bottiglia dedicata, scelta dalla manifestazione per il brindisi ufficiale celebrato dalle istituzioni. Che sia quindi per diffondere la sostenibilità sociale e ambientale, per premiare il recupero di antiche arti e mestieri o per festeggiare compleanni speciali, molti sono i motivi di successo dell’ultimo Vinitaly. La 52esima edizione ha infatti contato numeri di tutto rispetto anche in termini di vetrina internazionale: oltre 4.380 aziende espositrici da 36 paesi, registrando complessivamente 128mila presenze da 143 nazioni e 32.000 buyer esteri accreditati ( +6% ). Un risultato ottenuto grazie ai continui investimenti nell’incoming da parte di Veronafiere, selezionando operatori top attraverso la rete dei propri delegati. Ad integrare e ampliare l’offerta di Vinitaly, poi, si sono svolte come ogni anno in contemporanea Sol&Agrifood, la manifestazione sull’agroalimentare di qualità, ed Enolitech, rassegna su accessori e tecnologie per la filiera oleicola e vitivinicola. Una continua evoluzione che guarda già al prossimo anno: la 53^ edizione del Vinitaly è infatti stata annunciata per le giornate dal 7 al 10 aprile 2019.
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