QualBuonDetto
02 Feb 2018
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02 Feb 2018
I sette consigli di don Bosco
1) La punizione dovrebbe essere l’ultima ratio
Nella mia lunga carriera di educatore, quanto spesso l’ho dovuto constatare! Non c’è dubbio che sia dieci volte più semplice perdere la pazienza che controllarla, minacciare un ragazzo che persuaderlo. È altrettanto indubbio che sia molto più gratificante per il nostro orgoglio punire chi ci oppone resistenza piuttosto che affrontarlo con ferma gentilezza. San Paolo lamentava spesso come alcuni convertiti alla fede tornassero troppo facilmente alle loro abitudini inveterate, e tuttavia sopportava tutto questo con pazienza ammirevole. È questo il tipo di pazienza di cui abbiamo bisogno quando ci rapportiamo ai giovani.
2) L’educatore tra gli allievi cerchi di farsi amare, se vuole farsi temere
In questo caso la sottrazione di benevolenza è un castigo, ma un castigo che eccita l’emulazione, dà coraggio e non avvilisce mai. Ogni educatore deve farsi amare se vuole essere temuto. Raggiungerà questo grande scopo se farà capire chiaramente con le parole, e ancor più con le azioni, che tutta la sua cura e la sua sollecitudine sono volte al benessere temporale e spirituale dei suoi allievi.
3) Eccettuati rarissimi casi, le correzioni, i castighi non si diano mai in pubblico, ma privatamente, lungi dai compagni
Bisogna quindi correggere con la pazienza di un padre, e mai, per quanto possibile, correggere in pubblico, ma in privato – o come si dice in camera caritatis –, lontano dagli altri. Solo nel caso in cui si debba evitare o rimediare a uno scandalo serio permetterei correzioni o punizioni pubbliche.
4) Il percuotere in qualunque modo, il mettere in ginocchio con posizione dolorosa, il tirar le orecchie ed altri castighi simili debbonsi assolutamente evitare
Sono proibiti dalle leggi civili. Irritano grandemente i giovani ed avviliscono l’educatore.
5) L’educatore faccia ben conoscere le regole, i premi ed i castighi stabiliti dalle leggi di disciplina, affinché l’allievo non si possa scusare dicendo che non sapeva che ciò fosse comandato o proibito
[In altre parole, i bambini hanno bisogno di confini e vi rispondono bene. Nessuno si sente sicuro se viene lasciato a briglia sciolta]
6) Quando è una questione di dovere, siate fermi nel perseguire ciò che è buono e coraggiosi nell’evitare il male, ma sempre gentili e prudenti. Vi assicuro che il vero successo può derivare solo dalla pazienza
L’impazienza non piace agli allievi e diffonde malcontento tra i migliori di loro. La lunga esperienza mi ha insegnato che la pazienza è l’unico rimedio anche per i peggiori casi di disobbedienza e irresponsabilità tra i ragazzi. A volte, dopo aver compiuto molti sforzi pazienti senza successo, ho ritenuto necessario ricorrere a misure severe, ma queste non hanno mai ottenuto niente, e alla fine ho sempre verificato che la carità ha trionfato dove la severità aveva fallito. La carità è la cura di tutto, anche se può essere lenta nel raggiungere i suoi obiettivi.
7) Per essere veri padri nel rapportarci ai giovani, non dobbiamo permettere che l’ombra della rabbia offuschi il nostro volto
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