Parola del giorno
01 Gen 2021
Custodire e meditare...
La traduzione dei testi biblici di questa giornata, ci mette davanti ad un verbo: custodire. Nella cosiddetta benedizione sacerdotale di Aronne, la più antica benedizione trasmessa dalla Bibbia, si prega affinché “Dio ci custodisca”, mentre nella narrazione evangelica si dice che Maria custodiva tutte le cose nel suo cuore.
Un Dio che custodisce
Nella prima delle benedizioni ci sono due invocazioni: “Il Signore ti benedica e ti custodisca”. Si tratta, in primo luogo, di ricevere la vita stessa da Dio e Dio comunica la sua vita, come fece con Adamo, con il suo spirito, attraverso il suo soffio, il suo vento, Dio comunica e dà la vita. La benedizione oltre a darci la felicità ci comunica la vita stessa di Dio, una vita che non va perduta e distrutta, ma va custodita. Ecco allora la seconda invocazione: Dio che ti ha comunicato la vita possa custodirla. Qui però viene sottolineato l’aspetto passivo: quello dell’uomo che si lascia comunicare la vita e che si lasci custodire, curare da quello che è l’Autore. Siamo una custodia di Dio, un oggetto prezioso che viene custodito, protetto, come se nell’ essere umano vi fosse un’assenza di reazione. Invece oltre a pensare alla benedizione come qualcosa che cade su di noi, pensiamo anche al nostro lasciarci andare e abbandonare nelle mani di Dio affinché Questi possa comunicare la sua vita e ci possa custodire senza la nostra resistenza. Questo è l’atteggiamento di Maria che si è rende subito disponibile e diviene una Eva, quella che ha saputo custodire il giardino di Dio: Maria custodisce perché si è lasciata creare plasmare come nuova creatura, ma anche si è lasciata custodire da Dio.
Maria custodisce meditando i disegni di Dio
Attraverso questo atteggiamento Maria era capace di vedere, nel volto del bambino deposto nella mangiatoia, la manifestazione della bontà di Dio, salvatore nostro e il suo amore per gli uomini. Solo custodendo tutte queste cose, nel senso di confrontare con la volontà del Signore e la parola di Dio si può elaborare una sintesi profonda di ciò che stava accadendo a Maria perché Lei era stata capace di entrare nella profondità degli avvenimenti, era stata capace di interpretare i fatti, la vita stessa senza buttare gettare nulla: ne fa un tesoro.
Discepolo missionario è colui che, sull’esempio di Maria, è capace di essere una custodia, come afferma Papa Francesco: “Custodire la Parola di Dio si fa con questo lavoro: il lavoro di cercare cosa significhi questo in questo momento, cosa mi vuole dire il Signore in questo momento, questa situazione in confronto con la Parola di Dio come si capisce. È leggere la vita con la Parola di Dio e questo significa custodire”.
P. Osorio Citora Afonso, missionario della Consolata.
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