Parola del giorno

28 Apr 2020


Un Amore che ci dà del tu

- Solo quando crediamo a un amore che si fa dettaglio fino a darci del tu, solo allora la fede ci cambia la vita -

(Per ascoltare il podcast con la lettura del Vangelo e le parole del Papa clicca qui)

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 6,30-35

In quel tempo, la folla disse a Gesù: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: "Diede loro da mangiare un pane dal cielo"».
Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo».
Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane».
Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».
 
Parole del Santo Padre
 
Stefano è stato capace di perdonare i suoi uccisori perché, pieno di Spirito Santo, fissava il cielo e aveva gli occhi aperti su Dio (cfr At 7,55). Dalla preghiera gli venne la forza di subire il martirio. Dobbiamo pregare con insistenza lo Spirito Santo perché effonda su di noi il dono della fortezza che guarisce le nostre paure, le nostre debolezze, le nostre piccolezze e allarga il cuore per perdonare. Perdonare sempre! (Angelus, 26 dicembre 2018)
 
Commento di don Luigi Maria Epicoco
 
«Quale segno dunque tu fai perché vediamo e possiamo crederti? Quale opera compi? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: Diede loro da mangiare un pane dal cielo». La faccenda delle prove è in voga fin dalla fondazione del mondo. Abbiamo sempre bisogno di qualcosa che attesti che quello che stiamo facendo, o quello in cui crediamo siamo davvero vero. Che prova porta Gesù di questa verità che è venuta a portarci? “Rispose loro Gesù: «In verità, in verità vi dico: non Mosè vi ha dato il pane dal cielo, ma il Padre mio vi dà il pane dal cielo, quello vero; il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo»”. La prova più profonda della verità delle parole di Gesù consiste nel dono della sua vita che egli ha fatto per tutti noi. Credere in Gesù, infatti, significa credere che ha dato la vita per ognuno di noi. Eppure ci capita di avere una fede che suona più o meno così: “Io credo che Gesù è il Figlio di Dio, credo che sia venuto nel mondo, credo che sia morto, credo che sia Risorto, ma ho difficoltà a credere che lo abbia fatto proprio per me”. Sono le ferite del peccato originale che non ci fanno credere che siamo amati in questo modo. Eppure solo quando crediamo a un amore che si fa dettaglio fino a darci del tu, solo allora la fede ci cambia la vita. “Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane». Gesù rispose: Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà più sete”. Tutte le volte che ci accostiamo all’Eucarestia ci accostiamo a un Amore che ci dà del tu. A un Amore che ci dice che tutta la storia della redenzione è storia per me, che guarda me, che considera me, che mi prende sul serio non come la massa di “tutti”, ma come l’unicità di “ognuno”. Se tu credi in questo e costruisci con Gesù una relazione così intima, allora non vai alla ricerca di nessun altra cosa che ti sfami o ti disseti. Il peccato è cercare il cibo giusto in posti sbagliati. È giusto desiderare di essere felici, ma non tutto rende felici.





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