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16 Gen 2019


Centorizzonti 2019 "Plusvalore"

“Il teatro è inutile ma rende felici” è lo slogan scelto: l’esperienza di un teatro d’arte che cerca di anteporre il senso al consenso diventa portatrice di benessere e coesione, soddisfazione, divertimento e stupore insieme.

Inizia la stagione invernale 2019 di Centorizzonti, progetto culturale che coinvolge tre teatri trevigiani (Teatro Maffioli di Villa Benzi Zecchini a Caerano di San Marco, Teatro Duse di Asolo e Teatro Ex Collegio Santa Maria Bambina di Crespano del Grappa) dell’omonima rete di Comuni, ideato dall’associazione culturale Echidna e condiviso con la Regione Veneto: il titolo di questa VII edizione è Centorizzonti 2019 Plusvalore e l’esordio sarà sabato 19 gennaio alle 21.00 al Teatro Maffioli di Villa Benzi Zecchini a Caerano di San Marco, Treviso, con la prima regionale “Amati enigmi” di e con Licia Maglietta (immagine di copertina), una produzione Teatri Uniti.

Perché Plusvalore? Da cosa è rappresentato oggi il valore aggiunto nelle nostre vite? «Il nostro slogan per questa stagione è Il teatro è inutile ma rende felici” e il programma – spiega Cristina Palumbo, direttore artistico di Centorizzonti 2019 Plusvalore vuole confermare l’esperienza di un teatro d’arte che cerca di anteporre il senso al consenso, che porta benessere e coesione, soddisfazione divertimento e stupore insieme. Stare insieme. Assistere a queste opere, gli spettacoli in cartellone, farsi coinvolgere da quest’arte che ne comprende molte, può rendere felici anche se… (per molti) è inutile. Il programma promette di far ridere ma anche emozionare, turbare, e perché no, commuovere, affrontando trasversalmente molti aspetti del rapporto tra vita e arte».

L’appuntamento inaugurale è affidato ad una grande attrice di teatro e cinema, la napoletana Licia Maglietta (interprete di film iconici come “Pane e tulipani” di Soldini - David di Donatello, “Morte di un matematico napoletano” e “L'amore molesto” di Martone), che porta in prima regionale sul palco del Teatro Maffioli di Villa Benzi Zecchini a Caerano di San Marco, Treviso, il suo ultimo lavoro, “Amati enigmi”, monologo tratto dal romanzo omonimo della giornalista e scrittrice napoletana Clotilde Marghieri del 1977 (vincitore del Premio Viareggio) e di cui è regista, adattatrice e interprete.

“Amati Enigmi” è una conversazione intima e ironica di una donna, Clotilde, con un misterioso interlocutore, uno Jacques shakespeariano, sulla “grande età”, contro qualsiasi tentazione di abbandonarsi ad essa, accompagnata dall’arpa di Diane Peters. «Ma qual è la mia vera età di oggi – si domanda – se le contiene tutte, tanto che non riesco a seguire il trapasso dall’una all’altra?». «Oltre la soglia dove il corpo avvizzisce e il volto gioca tiri crudeli” c’è la possibilità di “interpretare il disegno e scoprire il significato del proprio destino. Che è il solo grande modo, di sublimare le proprie avventure, disavventure, dolori e sconfitte in conoscenza». Gli amati enigmi sono tutte le persone incontrate, tutti i volti, tutte le facce amate, detestate, godute, che poi ricordate oggi ci fanno capire, ci riconducono a noi, a perché siamo così. Lo spettacolo diventa una conversazione intima e ironica con il pubblico sulla “grande età”, senza qualsiasi tentazione di abbandono. L’età che contiene tutte le altre, senza superarle ma traendone ricchezza. L’età che avanza che ci accomuna tutti. E diventa plusvalore.

Il programma proseguirà sabato 2 febbraio alle 21.00 al Teatro Duse di Asolo, Treviso, con la compagnia milanese en travesti Nina’s Drag Queens che presenterà “Queen Lear”, di Claire Dowie. Un dramma musicale en travesti ispirato a “Re Lear” di Shakespeare che, nel solco della tradizione shakespeariana, vuole essere uno spettacolo popolare ed elevato al tempo stesso, prendendo forza dalle contaminazioni tra generi: la musica classica dialoga con composizioni musicali originali, pop e elettroniche, mentre i blank verse si trasformano in poesie, rap, melologhi e canzoni. 

Il terzo appuntamento sarà domenica 10 febbraio alle 18.00 al Teatro Duse di Asolo, con “Mr. Green” di Jeff Baron, una produzione di Thrama Teatro con gli attori televisivi e di teatro Massimo De Francovich (tra i numerosi ruoli, lo si ricorda in quello di Egidio ne “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino) e Maximilian Nisi: una commedia scandita in scene cinematografiche che parla dell’incontro casuale tra due uomini appartenenti a due mondi e a due generazioni diverse, che si confrontano e si conoscono lentamente, cominciando a comprendere e ad apprezzare le reciproche diversità e debolezze, dando vita ad un legame divertente e poetico e ad una bellissima storia d’amicizia.

Si prosegue mercoledì 20 febbraio alle 21.00 al Teatro Duse di Asolo con un gradito ritorno, quello dell’ironica e brillante Antonella Questa, che porterà in scena “Infanzia felice. Una fiaba per adulti”, proseguendo la ricerca sulla natura delle relazioni umane e scegliendo stavolta come tema l’educazione nell’infanzia. L’attrice ci guiderà in un viaggio, anche molto divertente, all’interno della famiglia e della scuola di oggi, seguendo il percorso di una maestra alle prese con alunni difficili, le loro famiglie e un principe dalla coppola azzurra e spiega: «Mi è sembrato allora logico usare proprio la struttura della fiaba per raccontarvi dove si nasconda la vecchia “pedagogia nera” e di come alcuni adulti, armati d’amore ed empatia riescano a combatterla, per liberarcene finalmente con successo».

Domenica 17 marzo alle 18.00 al Teatro Maffioli di Caerano di San Marco sarà la volta de “L’abisso”, di e con Davide Enia: attraverso i linguaggi propri del teatro (il gesto, il canto, il cunto) si affronta il mosaico di questo tempo presente, nell’ottica che quanto sta accadendo a Lampedusa non è soltanto il punto di incontro tra geografie e culture differenti: è un ponte tra periodi storici diversi, il mondo come lo conosciamo e quello che potrà essere domani, in una logica di cambiamento innescata da un quarto di secolo.

Giovedì 21 marzo ci si sposterà al Teatro Ex Collegio Santa Maria Bambina di Crespano del Grappa, dove alle 21.00 andrà in scena “In nome del padre” di e con Mario Perrotta (consulenza alla drammaturgia di Massimo Recalcati). Nel corpo di un solo attore prendono vita tre padri, diversissimi tra loro per estrazione sociale, provenienza geografica, condizione lavorativa. Tutti e tre sono di fronte a un muro: la sponda del divano che li separa dal figlio, ognuno il suo. Il divano, come il figlio, in scena non c’è. I figli adolescenti sono gli interlocutori disconnessi di questi dialoghi mancati, l’orizzonte comune dei tre padri che, a forza di sbattere i denti sullo stesso muro, smussano le loro differenze per ricomporsi in un’unica figura. 

Venerdì 5 aprile si concluderà al Teatro Maffioli di Caerano di San Marco alle 21.00 con “Le allegre comari di Windsor” della Compagnia Atir di Milano, riscrittura del testo shakespeariano di Edoardo Erba con la regia di Serena Sinigaglia. La commedia di Shakespeare è riadattata, tagliata e montata con ironia, innestando brani suonati e cantati dal vivo dal Falstaff di Verdi. In scena ci sono solo la signora Page, la signora Ford, la giovane Anne Page e la serva Quickly, che danno parola anche ai personaggi maschili, assenti ma molto presenti: mariti, amanti, e, soprattutto, il più grande (non solo per stazza), Falstaff. 

Informazioni e prenotazioni:
Echidna associazione culturale, tel. 371 192 6476 (martedì 9.30 – 13.00 e dal mercoledì al venerdì 15.00 - 18.30); tel 340. 9446568 (sabato e giorni di spettacolo); www.echidnacultura.it
Fondazione Villa Benzi Zecchini, tel. 0423 650509, www.villabenzizecchini.it





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