Eventi
19 Mar 2019
In nome del padre, il nuovo spettacolo di Mario Perrotta
«Padre è una parola che riempie il mio quotidiano di nuove sfide e preoccupazioni. Ho bisogno di ragionarci attraverso gli strumenti che riconosco miei per inchiodare al muro i padri sbagliati che vorrei evitare di essere». Così scrive Mario Perrotta, attore, drammaturgo e regista teatrale pugliese nelle note di regia de In nome del padre (produzione Teatro stabile di Bolzano), il nuovo spettacolo che metterà in scena giovedì 21 marzo alle 21.00 al Teatro Ex Collegio Santa Maria Bambina di Crespano del Grappa, Treviso, nell’ambito di Centorizzonti 2019 Plusvalore.
Il progetto culturale Centorizzonti 2019 Plusvalore, che coinvolge tre teatri trevigiani (Teatro Maffioli di Villa Benzi Zecchini a Caerano di San Marco, Teatro Duse di Asolo e Teatro Ex Collegio Santa Maria Bambina di Crespano del Grappa) dell’omonima rete di Comuni, ideato dall’associazione culturale Echidna e condiviso con la Regione Veneto, propone questa volta, all’indomani della Festa del Papà, uno spettacolo che affronta la crisi della figura del padre nel ruolo che storicamente ha ricoperto e la sua conseguente ridefinizione oggi.
Perrotta veste dunque i panni del padre nel primo capitolo di una nuova trilogia dedicata alla famiglia. Nel corpo di un solo attore prendono vita tre padri, diversissimi tra loro per estrazione sociale, provenienza geografica, condizione lavorativa ma accomunati dal fatto di trovarsi tutti e tre di fronte a un muro: la sponda del divano che li separa dal figlio. Sulla scena li sorprendiamo ridicoli, in piena crisi di fronte al “mestiere più difficile del mondo”. «Gli adolescenti – spiega l’attore – sono gli interlocutori disconnessi di questi dialoghi mancati, l’orizzonte comune dei tre padri che, a forza di sbattere i denti sullo stesso muro, smussano le loro differenze per ricomporsi in un’unica figura». Alla base della crisi c’è un principio di autorità che non si accetta più, che i figli non riconoscono più. «Il nostro tempo è il tempo dell’evaporazione del padre e di tutti i suoi simboli – asserisce Massimo Recalcati –. Ogni esercizio dell’autorità è vissuto con sospetto e bandito come sopruso ingiustificato. I padri smarriti si confondono coi figli: giocano agli stessi giochi, parlano lo stesso linguaggio, si vestono allo stesso modo. La differenza simbolica tra le generazioni collassa. Trovare una nuova lingua per i padri è una necessità sempre più impellente se si vuole evitare l’indistinzione confusiva tra le generazioni e la morte di ogni discorso educativo o, peggio ancora, il richiamo nostalgico al tempo perduto dell’autoritarismo patriarcale». Cosa resta dunque del padre al di là del suo Ideale? La domanda stimola a cercare una nuova definizione di paternità nell’epoca ipermoderna, e la ricerca, seguendo il filo dello psicanalista, porterà quella che è una figura a rischio di evaporazione - il padre - a riacquistare un ruolo, non già per reprimere i desideri, ma per guidarli. In fondo è questo che i figli - oggi più che in passato - cercano nel nome del padre: non la severità della legge, ma il fascino di un modello; «un genitore – dice Recalcati – non dovrebbe trasmettere qual è il senso del mondo, ma dire (testimoniare) che al mondo si può conferire un senso». Per farlo ha certamente bisogno di trovare il suo proprio linguaggio…
Da un’indagine tutta al maschile ad uno spettacolo interamente al femminile: il programma di Centorizzonti 2019 Plusvalore si concluderà venerdì 5 aprile al Teatro Maffioli di Caerano di San Marco alle 21.00 con Le allegre comari di Windsor della Compagnia Atir di Milano, riscrittura del testo shakespeariano di Edoardo Erba con la regia di Serena Sinigaglia. La commedia di Shakespeare è riadattata, tagliata e montata con ironia, innestando brani suonati e cantati dal vivo dal Falstaff di Verdi. In scena ci sono solo la signora Page, la signora Ford, la giovane Anne Page e la serva Quickly, che danno parola anche ai personaggi maschili, assenti ma molto presenti: mariti, amanti, e, soprattutto, il più grande (non solo per stazza), Falstaff.
Informazioni e prenotazioni: Echidna associazione culturale, tel. 371 192 6476 (martedì 9.30 – 13.00 e dal mercoledì al venerdì 15.00 - 18.30); tel 340. 9446568 (sabato e giorni di spettacolo); www.echidnacultura.it
Foto: Mario Perrotta - Ph. Luigi Burroni
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