Salute

11 Ott 2022


Contro il Pessimismo, la Prevenzione!

Quali sono i principali nemici della nostra salute? Come combatterli? Risponde Roberto Gava

È vero che il nostro sistema immunitario è meraviglioso e che ha delle capacità di adattamento e di compensazione veramente eccezionali.

Purtroppo, anche se oggi abbiamo molte conoscenze e moltissime possibilità di intervento, ci troviamo tutti i giorni a combattere contro due nemici potenzialmente mortali: noi stessi e l’ambiente.

Il primo nemico: noi stessi

Pensiamo alle persone, sicuramente robuste di costituzione, che mangiano male, che fumano, che dormono poco, che sono eccessivamente stressate o nervose e magari che prendono anche farmaci da anni per l’ipertensione arteriosa, il colesterolo elevato o altri disturbi personali…

Eppure, nonostante vivano in questo modo per molti anni, continuano a stare apparentemente bene, perché hanno un organismo che riesce a gestire tutti i loro errori … tutto però ha un limite!

Purtroppo, sappiamo che di solito queste persone sono quelle che ad una certa età (in genere dopo i 60 anni, ma è soggettivo) manifestano una patologia grave improvvisa: l’infarto cardiaco, la fibrillazione atriale, l’ictus cerebrale, un tumore, ecc.

Di esempi ce ne sono tantissimi, ma uno famoso potrebbe essere quello di Sergio Marchionne. Proprio in questi giorni ho letto un libro su di lui che lo descriveva come una persona eccezionale, molto intelligente, volitiva, sincera, pratica, essenziale, ma anche verbalmente violenta … che ha dedicato TUTTO, proprio TUTTO al lavoro. Ha sacrificato tutto se stesso (il mangiare bene, il riposo notturno, ogni minimo diversivo, lo sport, ecc.) e ha sacrificato tutta la sua famiglia (moglie e i due figli) per il LAVORO.

Ha raggiunto gli eccezionali traguardi che voleva raggiungere e che tutti conosciamo, ha fatto cose impossibili in pochissimi anni … ma a prezzo di se stesso, perché è morto anticipatamente a soli 66 anni.

Leonardo Del Vecchio (2), invece, pur partendo anch’egli da una famiglia povera, pur avendo conosciuto l’orfanotrofio e avendo un carattere mite, schivo, timido e quindi con un carattere completamente diverso da quello di Sergio Marchionne, è diventato il numero uno dell’industria italiana solo perché aveva un’idea fissa in testa: “essere il più bravo” … ed è morto serenamente a 87 anni pochi mesi fa.

E noi, come vogliamo vivere e come vogliamo morire?

E quali sono i nostri veri obiettivi?

Ognuno deve rispondere a se stesso, con estrema sincerità.

Il secondo nemico: l’ambiente

La situazione sanitaria attuale sta diventando drammatica: le patologie cronico-degenerative e le morti stanno aumentando, ma quello che forse impressiona maggiormente in questi ultimi anni è il forte aumento in percentuale delle patologie croniche gravi tra i bambini e i giovani.

Recenti studi scientifici sono categorici: i bambini e gli adolescenti negli ultimi 10-15 anni presentano un aumento percentuale dell’incidenza (nuovi casi) di patologie gravi (cancro compreso) nettamente superiore a quello degli adulti/anziani (3, 4, 5).

Questo dato è preoccupante perché lascia intuire come la situazione stia drammaticamente peggiorando e che i bambini attuali e le nuove generazioni che nasceranno nei prossimi anni avranno una probabilità sempre più elevata di ammalarsi e di presentare una patologia cronica fin da piccoli (negli USA si parla di un caso di autismo ogni 45-50 nuovi nati).

Ricordo che le patologie croniche non hanno possibilità di cura (altrimenti non sarebbero diventate croniche) e possiedono invece la caratteristica di aumentare negli anni: cioè si inizia con una patologia cronica e lentamente se ne aggiunge un’altra e poi un’altra ancora …

È quello che vediamo in alcuni anziani che giungono a collezionare anche più di una decina di patologie croniche per le quali assumono ogni giorno numerosi farmaci. Le cause sono sempre le stesse: inquinamento, alimentazione nutrizionalmente povera e squilibrata, stress personali causati dal lavoro e da fattori familiari e/o sociali e a questi aggiungo in modo particolare i gravi danni totalmente nascosti e sottovalutati causati dall’esposizione cronica ai campi elettromagnetici e all’elettricità.

Cosa possiamo fare?

Da anni insisto sulla Prevenzione! Non possiamo infatti attendere di intervenire quando l’organismo ha già manifestato i suoi punti deboli, perché a quel punto non saranno più deboli soltanto loro ma sarà il nostro “tutto” – corpo e mente – ad esserlo!

Invito il lettore a riflettere seriamente su questi argomenti, per una presa di coscienza e una decisione responsabile.






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