Salute
01 Mar 2022
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01 Mar 2022
Cosa indebolisce il nostro sistema immunitario?
Il nostro sistema immunitario è estremamente delicato e fortemente influenzato, sia positivamente sia negativamente, da tutti gli stimoli che riceve dall’ambiente interno (organi e apparati dell’organismo) e da quello esterno.
In condizioni di normale equilibrio fisiologico (cioè di salute piena) il sistema immunitario è stimolato positivamente, mentre nelle condizioni patologiche ambientali attuali riceve stimoli immuno-squilibranti e immuno-depressivi che si traducono in stress, il quale altera i processi biochimici fisiologici dell’organismo umano, ma in particolare colpisce i sistemi immunitario, endocrino e digestivo.
L’inquinamento ambientale
Oggi viviamo in un mondo che sta conoscendo livelli tossicologici non solo mai raggiunti prima, ma neppure mai immaginati.
Non esiste patologia che non sia influenzata negativamente dalle sostanze inquinanti ambientali ed è noto che queste sono particolarmente pericolose e deleterie durante la gravidanza, nei neonati e nei bambini, negli anziani, negli immunodepressi e in coloro che sono affetti da una o più patologie croniche.
Infatti, immettiamo nell’ambiente milioni di tonnellate all’anno di sostanze chimiche delle quali non sappiamo nulla e conosceremo i loro effetti biologici solo dopo che si saranno manifestati patologicamente nella popolazione (cioè in noi e nei nostri figli).
A conferma di tali affermazioni, ricordo che dal 1990 al 2000 c’è stato un aumento delle emissioni di sostanze nocive dell’1% all’anno, mentre dal 2000 al 2010 sono ulteriormente aumentate passando ad una percentuale del 3,5% su base annua. E oggi quanto sono aumentate?
Queste sostanze vengono solo parzialmente studiate per valutare la loro eventuale tossicità o innocuità quando vengono usate per scopi alimentari o farmaceutici o quando vengono impiegate a livello industriale e diffuse nell’ambiente.
Purtroppo, va detto che alla fine i nostri studi di tossicologia si limitano a conoscere gli effetti biologici acuti di pochissime sostanze singole, ma ignoriamo completamente ciò che fanno più sostanze tossiche che entrano insieme e interagiscono tra loro nel nostro organismo. Più ancora, ignoriamo gli effetti tossici cronici della stragrande maggioranza delle migliaia di sostanze chimiche che abbiamo immesso nell’ambiente e ignoriamo totalmente anche cosa fanno quando vengono metabolizzate dal nostro organismo.
Cosa accade nel nostro corpo quando 2-3 sostanze tossiche entrano contemporaneamente e interagiscono tra loro?
E quando ne entrano 20, 30, 100?
Sappiamo che nel nostro fegato le sostanze chimiche vengono metabolizzate e trasformate in altre delle quali molto spesso non sappiamo quasi nulla, specie nelle loro ripercussioni croniche (per esempio, alcune sostanze chimiche inizialmente atossiche vengono successivamente trasformate in sostanze cancerogene dal metabolismo epatico).
Cosa accade quando questo avviene in un bambino piccolo di pochi mesi o di pochi anni?
E cosa accade quando questo avviene in un anziano nel quale il fegato e i reni hanno quasi dimezzato (per motivi di età) la loro capacità disintossicante e depurativa?
Inquinamento alimentare
Quando parliamo di tossicologia alimentare umana, dobbiamo essenzialmente considerare il bioaccumulo.
Il bioaccumulo riguarda gli animali più grandi che, mangiando di più, accumulano nei loro tessuti una quantità maggiore di sostanze tossiche rispetto agli animali più piccoli.
Un esempio molto semplice riguarda i pesci: tutti i pesci bevono e filtrano l’acqua, ma i pesci grandi mangiano anche i pesci di taglia più piccola e quindi accumulano più sostanze tossiche di questi ultimi.
Un altro esempio riguarda gli animali erbivori: le sostanze inquinanti dell’aria cadono sul terreno con la pioggia e contaminano l’erba/foraggio. Le mucche e i cavalli mangiano circa 30-40 chili di erba al giorno e accumulano nei loro tessuti (latte e grasso della carne) queste sostanze tossiche (in gran parte liposolubili) che poi noi, mangiando carne, latte e i loro derivati, ingeriamo continuativamente e abbondantemente.
Se poi una donna che allatta mangia carne rossa e beve latte vaccino, le sostanze tossiche passeranno con il suo latte al neonato. Lo stesso accade se il neonato beve latte vaccino o il latte artificiale in polvere, che è latte di mucca adattato.
Povertà nutrizionale degli alimenti
Un altro grosso problema, anch’esso legato all’inquinamento ambientale, è quello della povertà nutrizionale dei nostri alimenti.
Troppo spesso mangiamo male perché siamo schiavi dei messaggi pubblicitari diffusi dall’Industria Alimentare, ma anche perché nessuno ci istruisce adeguatamente sui pericoli dell’alimentazione moderna. Questo argomento è stato ampiamente trattato in un mio libro che invito a leggere, perché la nostra salute (non solo quella immunitaria) dipende moltissimo dal nostro stile di vita e le nostre abitudini possono essere sempre migliorate e adattate alla situazione di vita.
A tale scopo è importante sapere perché i nostri cibi sono estremamente poveri dal punto di vista nutrizionale, comportarci conseguentemente e scegliere consapevolmente:
1. è povera la fonte alimentare primaria
Ovviamente tutto questo danno tossicologico e impoverimento nutrizionale, adattando il discorso per la diversa età, vale anche per noi adulti e in particolare per gli anziani, specie se sono già ammalati e portatori di più patologie croniche. Con l’avanzare dell’età si riduce infatti l’assorbimento intestinale dei nutrienti contenuti nel cibo e si riduce anche la capacità che l’organismo ha di disintossicarsi ed espellere le sostanze tossiche (si ricorda che nell’anziano la capacità di assimilare i nutrienti e di eliminare le tossine si riduce anche fino al 50%).
2. sono nutrizionalmente poveri gli alimenti confezionati
Quelli preparati e confezionati dall’Industria Alimentare, oltre ad essere poveri di sostanze nutrizionalmente essenziali per il nostro organismo, contengono prevalentemente carboidrati raffinati, zuccheri semplici e grassi saturi e idrogenati più dannosi che utili per noi e per di più sono additivati di varie sostanze chimiche dotate di una certa tossicità.
3. sono nutrizionalmente poveri i cibi conservati
Credo che ormai tutti sappiano che i cibi conservati a lungo nei frigoriferi e con vari processi di conservazione (sterilizzazione, affumicatura, stagionatura, ecc.) sono molto più poveri di sostanze nutrizionalmente essenziali per il nostro organismo rispetto i cibi freschi. Dovremmo pertanto ricorrere ai cibi conservati solo in caso di necessità. La vita sana è nel cibo fresco!
L’inquinamento stressa globalmente il nostro organismo
Nel suo insieme, questa condizione nutrizionale non induce solo uno stress biologico, ma contribuisce anche a causare uno stress globale, dato da un insieme eterogeneo e individuale di fattori, oltre che tossicologici, anche ambientali, personali, familiari, sociali, nutrizionali, tossicologici, elettromagnetici, ecc. Lo stress è oggi il fattore maggiormente squilibrante l’organismo perché capace di mettere a dura prova gli equilibri compensatori della persona e di slatentizzare le patologie a cui quest’ultima è più predisposta (non esiste alcuna persona senza predisposizioni patologiche e debolezze organiche). La conseguenza di tutto questo è la crescita costante e apparentemente irrefrenabile (ma solo per la nostra ignoranza e poca volontà di controllo) di tutte le patologie croniche che oggi affliggono sempre più la nostra società.
Sappiamo che il fabbisogno nutrizionale (vitaminico e minerale) che ci viene consigliato dal nostro Istituto Superiore di Sanità non ha valore assoluto, perché le necessità dell’organismo variano in relazione allo stato fisiologico (infanzia, adolescenza, gravidanza, allattamento, senilità), alla composizione della razione alimentare, all’attività fisica, al tipo di lavoro, alla presenza o meno di altri fattori come il fumo, l’alcool, i farmaci, all’incidenza (non sempre ben valutabile) dei contaminanti ambientali, allo stress, alla completezza o meno della nutrizione assunta e ad eventuali condizioni genetiche e/o patologiche (specie se croniche) presenti nell’individuo.
Anche in considerazione di tutto questo e nonostante possa stupire dato che disponiamo di tanti cibi, oggi purtroppo la carenza vitaminica e/o minerale è più comune di quanto si creda e tra le sue principali cause ricordo essenzialmente quanto abbiamo già analizzato e cioè:
- inquinamento ambientale con impoverimento del suolo coltivato e dell’alimentazione degli animali da allevamento;
- particolari condizioni patologiche della persona (per esempio le infezioni);
- uso e abuso personale di sostanze tossiche (farmaci, fumo attivo e passivo, alcool, stupefacenti, sostanze inquinanti, ecc.);
- abitudini alimentari errate (diete irrazionali o regimi alimentari squilibrati per eccesso o per difetto);
- scorretti metodi di preparazione e conservazione degli alimenti;
- errati e/o esagerati metodi di cura o abitudini di vita (attività fisiche o sedentarie, esposizioni ad agenti climatici ed elettromagnetici, ecc.);
- stress fisico e psicologico eccessivi;
- ragioni economiche (scarso status socioeconomico, accesso limitato ai cibi nutrienti, ecc.).
Ecco perché oggi è importante riscoprire gli integratori alimentari e utilizzare in particolare alcuni minerali e le vitamine. Tra questi, le vitamine C e D svolgono sicuramente una grande importanza per i loro eccezionali effetti antiossidanti e immunostimolanti e per di più è scientificamente documentato che oggi siamo particolarmente carenti di queste vitamine.
Fonte: Roberto Gava
Per le note e le tavole esplicative rimandiamo all'articolo Le cause di squilibrio e debolezza del sistema immunitario pubblicato dall'autore nel suo sito.
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