Salute
05 Apr 2022
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05 Apr 2022
La Piantaggine
Come la sua parente, la Piantaggine maggiore (Plantago major), che viene utilizzata allo stesso modo, la Piantaggine si trova praticamente dappertutto, la troviamo sui cigli della strada, nei prati, nei fossi, sul bordo dei campi… è una pianta molto comune che spesso non consideriamo, ma quando serve c’è sempre. Questa pianta infatti è famosa soprattutto per la sua capacità antinfiammatoria e antiallergica. Infatti se si viene punti da qualche animaletto o si ha una reazione allergica, si può usufruire della piantaggine, prendendo e stropicciando le foglie fresche e posandole sulla parte interessata. In più è una pianta cicatrizzante, quindi giova laddove ci sono delle ferite.
Grazie a molti elementi presenti, la piantaggine è anche ottima contro le malattie degli organi respiratori, quindi aiuta moltissimo in caso di catarro o tosse, da sciogliere e calmare magari con uno sciroppo. Aiuta anche i reni e il sangue.
Questa pianta può inoltre essere usata in cucina: nei risotti, spadellata con altre erbe, in qualche insalata o in una frittata!
Modalità di preparazione:
Tisana: un cucchiaino da dessert colmo in ¼ di litro d’acqua, sbollentare soltanto, lasciare riposare brevemente.
Tisana di erbe miste: un cucchiaino da dessert colmo della miscela di foglie di piantaggine maggiore o lanceolata; schiacciarle col mattarello sul tagliere fino ad ottenere una poltiglia, quindi applicarla sulla parte.
Impacco di foglie: lavare le foglie fresche di Piantaggine maggiore o lanceolata; schiacciarle col mattarello sul tagliere fino a ottenere una poltiglia, quindi applicarla sulla parte.
Sciroppo 1° tipo: passare al tritacarne quattro manciate abbondanti di foglie lavate di Piantaggine. Alla poltiglia così ottenuta si aggiunga un po’ d’acqua, 300 g di zucchero grezzo e 250g di miele. Bollire lentamente girando sempre col mestolo fino ad ottenere un liquido denso che si travasa ancora caldo in vasetti di vetro; una volta raffreddato, conservare n frigorifero.
Sciroppo 2° tipo: in un vaso di vetro abbastanza ampio si mettono a strati le foglie lavate e lo zucchero grezzo, poi si comprime energicamente il tutto. La massa si posa. Nei giorni successivi si ripete l’operazione fino a che non entri più niente nel vaso. Scavare un buco in una zona riparata del giardino e mettervi il vaso chiuso con 4 strati di pergamena. Collocarvi sopra una tavola e su questa un sasso. Quindi coprire il tutto con la terra. La tavola e il sasso però devono rimanere in vista. La temperatura uniforme della terra farà fermentare lo zucchero e le foglie, trasformandoli in uno sciroppo. Dopo circa 3 mesi recuperare il vaso, spremere il succo attraverso una pressa da frutta (non un panno), portarlo brevemente all’ebollizione e travasarlo in vasi di vetro a chiusura ermetica. Chi non può effettuare questo tipo di fermentazione, lasci il vaso al sole o nelle vicinanze di una fonte di calore fino a che non si formi lo sciroppo. Anche questo sciroppo deve essere portato brevemente ad ebollizione.
(Dal libro “La Salute dalla Farmacia del Signore” di Maria Treben, Ennsthaler, Steyr - Austria)
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