Salute
27 Nov 2018
SONO UN CONSUMATORE CONSAPEVOLE?
Non è molto difficile essere un consumatore consapevole, basta informarsi, leggere, chiedere, capire, avendo uno sguardo critico rispetto alle informazioni reperite perché spesso quello che si trova sul web, sui blog, sulle pagine Facebook, ma anche su alcuni libri, potrebbe essere non veritiero ed essere frutto solo di trovare commerciali o pubblicitarie.
Chiedendo a tutti i pazienti, l’idea che hanno dell’alimentazione e della dieta è quella che i carboidrati facciano ingrassare o che non bisogna abbinare amidacei con proteine perché si ingrassa oppure che per dimagrire bisogna “fare la fame”.
Molto spesso i miei pazienti, al momento della consegna della dieta, si stupiscono del fatto che, a parte condizioni patologiche particolari o disturbi da dover gestire, il mio piano alimentare è molto vario e non esclude nessun alimento.
Tutti gli alimenti contengono fonti di nutrienti o non nutrienti (antiossidanti, minerali, vitamine, etc.) che servono all’organismo per funzionare meglio, ma allo stesso tempo essi possono contenere anche degli anti-nutrienti che, se assunti con maggiore frequenza, possono arrecare danno alla salute.
Partiamo, quindi, dal presupposto che gli alimenti, hanno una ambivalenza per quanto riguarda l’effetto sullo stato di salute; in sostanza, nessun alimento, di per sé, è dannoso alla salute, e, viceversa, può contenere fattori anti-nutrizionali che peggiorano lo stato di salute.
Giusto per fare un paio di esempi di fattori anti-nutrizionali presenti negli alimenti, citiamo:
- l’avidina, una glicoproteina che si trova nell’albume delle uova crude, che riduce l’assorbimento di biotina causando un’alterazione cutanea a carico della pelle chiamata appunto “malattia da bianco dell’uovo”. Tale glicoproteina si disattiva con il calore a 70° C quindi un accorgimento da rispettare consiste proprio nel cuocere le uova (oltre a scongiurare il rischio salmonellosi!)
- la solanina che si trova in piante appartenente alla famiglia delle Solanacee (patate, pomodori, melanzane, peperoni, etc.). Si tratta di un alcaloide tossico che causa sintomi da avvelenamento come nausea, vomito, crampi allo stomaco, paralisi, fino ad arrivare anche alla morte. Questa molecola, a differenza dell’avidina non si disattiva col calore (o meglio sono necessarie temperature superiori a 243°C per disattivarla), per cui l’unico accorgimento da avere è quello di non mangiare le solanacee non mature (patate verdi, pomodori verdi, etc.) che ne contengono quote maggiori
Divagazione a parte, il fatto di inserire nel piano alimentare tutte le categorie alimentari e diverse scelte per categoria consente, a chi segue una dieta, di poter variare ed evitare il sovraccumulo di componenti anti-nutrizionali che potrebbero dare intossicazioni al corpo o sintomi specifici da carenze oppure una sorta di “intolleranza” per quell’alimento di cui si è fatto abuso.
La domanda che sorge spontanea da parte dei miei pazienti alla vista della dieta è: “Ma c’è tanto da mangiare, dimagrirò lo stesso?”
Beh, vi svelo un segreto: il “tanto” e il “poco” sono dei concetti relativi in quanto ci sono alimenti molto poco calorici per cui si possono mangiare quantità elevate ed altri per cui bastano piccole quantità per poter raggiungere le quote nutrizionali desiderate. Il trucco sta nel conoscere gli alimenti, la loro composizione bromatologica (cioè quante calorie, carboidrati, grassi e proteine contengono) e abbinarli in modo da non superare le quantità nutrizionali richieste dal fabbisogno individuale.
C’è anche un altro fattore importantissimo da mettere in evidenza: spesso il concetto di quantità non è tanto importante quanto quello di qualità.
Per ridurre sovrappeso e obesità bisogna assolutamente migliorare le scelte alimentari, prediligendo alimenti freschi, di stagione, poco elaborati, a ridotto contenuto di zuccheri raffinati, additivi, grassi trans (come le margarine).
Il lavoro che faccio in consulenza è in primis un lavoro di educazione alimentare, cerco infatti di trasformare il consumatore medio in “consumatore consapevole” perché del cibo che compriamo non deve interessarci il prezzo, ma cosa contiene, quanta strada ha percorso per arrivare fino a noi, se è di stagione, se contiene ingredienti che di per sé non dovrebbe contenere, etc.
La conoscenza che si ha del cibo è bassissima e si crede che solo perché si trova su uno scaffale del supermercato allora vada bene, occorre invece avere occhio critico e imparate a leggere le etichette.
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