Salute
25 Giu 2019
Salute
25 Giu 2019
Voglia di dolci? Qual è la sua valenza?
Chi non ha mai affermato “Avrei proprio voglia di qualcosa di dolce?”. C’è chi cerca di combattere questa voglia da tutta una vita e chi invece la asseconda. Chi gli attribuisce una valenza consolatoria “Mi sento triste quindi…” e chi la considera una coccola a fine pasto. Qualsiasi sia il motivo che ci spinge ad assaggiare o addirittura ad abbuffarci di dolci è chiaro che nessuno ci vede qualcosa di positivo. Al massimo c’è chi fa riferimento a un generico bisogno d’affetto, che non è sbagliato, ma è riduttivo.
Cibo ed emozioni hanno un legame indissolubile
Gli zuccheri costituiscono il nostro primo alimento quando veniamo al mondo. Da neonati abbiamo sviluppato, attraverso la suzione, l’attitudine a nutrirci di qualcosa di dolce, che corrisponde al latte materno. Il latte materno, con il suo sapore dolce, rappresenta il primo contatto che instauriamo con il cibo. Crescendo diventiamo sempre più bisognosi di qualsiasi sostanza sia in grado di riportarci a quella sensazione “dolce” e rassicurante.
Una sensazione di pienezza, benessere, vitalità. In quei momenti ci sentiamo bene. Diversi studi scientifici nel campo della psicologia ci hanno mostrato come l’assunzione di cibi dolci serve inconsciamente alla persona per coprire un’insoddisfazione circa l’espressione della propria personalità.
Non a caso ci succede spesso di constatare che quando nella nostra vita abbiamo una forte motivazione per l’avvento di qualche novità sul piano lavorativo, personale, affettivo di segno positivo, immediatamente riscontriamo una riduzione o addirittura la scomparsa del bisogno incondizionato di “dolce”.
Questo succede perché è lo stato attuale delle cose che ci fa sentire bene e ci nutre. Quello di cui abbiamo bisogno è la “vitalità”: sentirci vivi, presenti a noi stessi, con una buona energia ben distribuita durante l’arco della giornata.
Abbuffarsi o spiluccare dolci di continuo diventa invece il sostituto di questa vitalità mancante, di cui non viene riconosciuto il bisogno, o che viene inconsciamente trascurata.
Quindi cosa puoi fare per sentirti “vitale” e non dover sentire invece il bisogno di mangiare dolce?
- Prova a chiederti di cosa hai veramente bisogno nella tua vita e fissa degli obiettivi concreti e raggiungibili. Definisci dei tempi e scegli i tuoi mezzi per raggiungerli.
- Cura il tuo aspetto e mantieniti in forma; questo ti permette di mantenere un livello alto di energia e di promuovere una sana autostima.
- Impara a perfezionare il gusto; così da capire cosa ti piace veramente e avrai più padronanza di te.
- Sposta l’eccitazione e l’appagamento dal piano alimentare a quello creativo, sentimentale, progettuale, cercando attività piacevoli e appaganti. Riequilibrerai così corpo e psiche.
- Migliora la tua affettività: impara ad amarti e prenderti cura di te.
- Chiedi aiuto se sei in difficoltà per imparare a ritrovare un maggiore benessere. A volte bastano pochi incontri con un coach per lavorare sulla motivazione e raggiungere i propri obiettivi con più facilità.
Impariamo a nutrire la nostra anima…
Il desiderio di dolce viene spesso raccontato come una pulsione incontrollabile a “portare dentro” delle cose buone (o ritenute tali). L’analogia tra gola e sviluppo della personalità è piuttosto evidente: il goloso è un cercatore di cose belle e ricche di senso. Il segreto è arricchire la propria esistenza di tali esperienze, legate al bello, alla cultura, agli interessi, alla sessualità.
In breve si tratta di imparare a nutrire l’anima di cose che fanno davvero per noi. Sviluppare la curiosità, fare buone azioni che ci appagano sul piano più profondo di noi stessi. Ci fanno sentire parte di qualcosa di più grande, ci restituiscono un senso, premiano la nostra autostima.
Salute (269)
Escursioni (100)
Cucina (317)
Vegan Style (139)
-
25 Ott 2022
-
25 Ott 2022
-
11 Ott 2022
-
11 Ott 2022
-
20 Set 2022
-
25 Ott 2022
-
25 Ott 2022
-
11 Ott 2022
-
11 Ott 2022
-
20 Set 2022
-
18 Mag 2016
-
22 Ago 2017
-
21 Gen 2020
-
12 Lug 2022
-
09 Nov 2021
To Top

