Che cos'è un uomo nell'infinito?
Così cantava san Francesco d'Assisi (l’esempio, per eccellenza, della cura di ciò che è debole e di una ecologia integrale), ricordandoci che la nostra casa comune, la Terra, è come una sorella, con la quale condividiamo l’esistenza, e una madre, che ci accoglie tra le sue braccia e ci dà da vivere.
Sempre san Francesco, fedele alle Sacre Scritture, ci invita a vedere la natura come uno splendido libro nel quale Dio ci parla e ci trasmette qualcosa della Sua bellezza e della Sua bontà:
(…) dalla grandezza e bellezza delle creature per analogia si contempla il loro autore. (Sap. 13,5)
(…) la Sua eterna potenza e divinità vengono contemplate e comprese dalla creazione del mondo attraverso le opere da Lui compiute. (Rm 1,20)
Del resto, contemplando l’Universo, capiamo quanto poco conti l’opera dell’uomo, che non può certo aver prodotto da sé – essere imperfetto – tale perfetta armonia universale, di cui egli stesso è parte creaturale; di qui si eleva il pensiero a Dio, che ha creato tale immensità affinché la creatura umana potesse beneficiarne.
Pertanto, l’uomo si trova ad essere grande e misero insieme:
misero, se paragonato alla vastità del tutto…
Che cosa è l’uomo perché te ne ricordi, cos’è il figlio di un uomo perché te ne curi? (Salmo 8)
Che cos’è in fondo l’uomo nella natura? (Pascal, “Pensieri”);
grande, giacché l’intera creazione è per lui, che, dotato di pensiero, può servirsene con cura e contemplarne il mistero…
Eppure lo diminuisti di poco agli angeli, di gloria, d’onore lo hai incoronato: potere gli hai dato sulle opere delle tue mani, tutto hai lasciato ai suoi piedi; tutte le greggi e i branchi, le bestie delle campagne, gli uccelli del cielo, i pesci e tutti quelli che corrono per le vie del mare… (Salmo 8)
Tutta la nostra dignità consiste nel pensiero. È con questo che dobbiamo nobilitarci e non già con lo spazio e il tempo che potremmo riempire. Adoperiamoci dunque a ben pensare: questo è il principio della morale. (Pascal, “Pensieri”)
Il video sotto riportato ci aiuta a porre il nostro sguardo - spesso troppo distratto - sulla bellezza del creato. La visione può indurci a esaminare la nostra reale condizione di esseri umani, sospesi tra l’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo. Considerandoci come sperduti nell’angolo remoto e ristretto di mondo che abitiamo, eppure aperti sulla totalità di cui condividiamo l’origine e il destino, possiamo imparare a stimare la terra e le sue risorse, le città e noi stessi nel giusto valore.
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