Goma: l'inaugurazione della scuola (VIII)

Dal diario di viaggio di Renato Da Ros... sabato 1 febbraio, ore 6.00.
Siamo pronti nel cortile della casa salesiana in attesa di Jean Marie. Abbiamo indossato la maglietta azzurra della nostra associazione, vista l’importanza della giornata. Da lontano già si sentono i canti dei nostri piccoli allievi che, allineati e coperti, classe per classe sono partiti dalla scuola Amani per raggiungere la chiesa dove ci sarà la cerimonia dell’inaugurazione. Con lo scassato fuoristrada del nostro fratello salesiano, anticipiamo l’arrivo delle fila ordinate dei nostri piccoli amici per poterle filmare. In testa ci sono quelli della sesta classe con il vessillo della scuola ed a seguire, controllati dai rispettivi insegnanti, tutto il resto della truppa che si infila, sempre cantando nella enorme sala della cappella dell’ITIG, già per metà occupata dai giovani di codesto istituto. I nostri posti riservati sono a sinistra dell’altare, accanto ai “lettori” che, con i loro camici ricamati, sono in attesa dell’inizio della funzione. Ai miei lati sono sedute due bambine bellissime che mi sorridono e mi prendono per mano. Subito il gruppo di cantori, posizionato a destra dell’altare intona un canto a tre voci, accompagnato dal ritmico suono di tamburi. La sala gremita ondeggia, batte le mani a tempo e canta, mentre dal fondo sala, dieci ragazzine, con eguali tuniche candide, avanzano danzando, seguite da tre salesiani e da sei chierici che si sistemano ordinati sull’altare. Jean Marie officerà la funzione, in una atmosfera bellissima, coinvolgente ed un po' surreale visto il fumo ed il profumo dell’incenso che brucia da tre contenitori manovrati con grande maestria dai chierici che si muovono per tutta la sala.
Tra preghiere, canti, danze ed omelie, la Messa dura più di due ore. In chiusura, Jean Marie prende la parola e racconta ai numerosi presenti la storia della nostra associazione e del rapporto di collaborazione e di amicizia che dura da più di dieci anni. Al termine, mi invita sull’altare per il discorso di chiusura ed io, emozionatissimo, decido in un attimo, di prendere per mano le due ragazzine e portarle con me. Me la cavo benissimo tanto che, alla fine dell’intervento ottengo una robusta ovazione generale, con notevole aumento di decibel quando mi chino a baciare le mie giovanissime vallette. Mi sento molto coinvolto da tutto questo, la pelle d’oca ed i brividi su tutto il corpo continuano anche alla fine della funzione quando un nugolo di ragazzini ci circonda con l’intenzione di prenderci le mani, toccarci e sorriderci con gratitudine. La marea ci stringe sempre più da vicino e ci ritroviamo fuori della chiesa senza aver toccato terra, impegnati soltanto ad accarezzare teste rasate, a stringere minuscole dita protese e sorridere ad occhi grandi e felici. Frastornati da tanta emozione risaliamo in auto per una lenta passerella tra i fedeli presenti alla Messa che, al nostro passaggio, chinano lievemente il capo e a mani giunte ci ripetono con il sorriso tra le labbra “que dieu vous benisse”! Poi veloci verso l’E. P. AMANI MARIA AUXILIATRICE, dove la festa è già incominciata con due incontri di calcio, prima le femmine e poi i maschi, tutti rigorosamente in divisa e con regolare arbitro. Al termine vengono distribuiti a tutti i dolcetti che avevamo fatto acquistare da Jean Marie ed infine, la cerimonia della benedizione, classe per classe, eseguita magistralmente dal nostro confratello. Alphonse, l’aspirante salesiano, si improvvisa “deejay” e, con l’aiuto di due grosse casse e di una chiavetta USB zeppa di canzoni congolesi, trasforma lo spiazzo tra gli edifici scolastici in una enorme discoteca all’aperto, con tutti i ragazzi a cantare e a ballare, ognuno con un suo stile personale ritmato e perfettamente a tempo. Vengo coinvolto anch’io nella danza, come nota stonata ed impacciata, ma che importa! Sono felice di essere qui, in mezzo a tutti i miei ragazzi, a tutti questi figli meno fortunati, dal futuro incerto ma pur sempre felici, perché la felicità non è data da quello che possiedi, ma da quello che sei disposto a donare al tuo prossimo, senza tornaconto, con l’umiltà di un cuore pieno d’amore.

(continua...)

Renato Da Ros,
presidente Amici del Mondo -
Mareno di Piave (Treviso)

 






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