Esperienze
17 Gen 2020
Esperienze
17 Gen 2020
Esperienze
17 Gen 2020
Esperienze
17 Gen 2020
IMPRESSIONI DAL SERMIG (II)
M. Luisa: Il Sermig fa il Bene e lo fa in modo unico e straordinario. Uno dei motti infatti è "il bene fatto bene", ed è vero. I servizi sono estremamente efficaci e pratici ma anche estremamente belli: la bontà è unita alla bellezza, ed è così che i servizi spaziano dall’accoglienza dei senzatetto alle lezioni di musica, cercando di valorizzare i talenti individuali per aiutare senza nessuna forzatura ma anzi credendo nella volontà e nelle capacità di ogni singolo individuo. "Il bene fatto bene" non sono solo parole, al Sermig è davvero la realtà.
Marta: Eccomi tornata, per la seconda volta, dal capodanno al Sermig. Che esperienza! Quanta bellezza in così pochi giorni! In questa piccola-grande realtà di Torino si scorge bellezza in ogni angolo, dai sorrisi dei ragazzi della confraternita, sempre allegri e disponibili, a quelli dei volontari che si prestano ai vari servizi, ogni giorno. Da dove arriva tutta questa luce? Per la seconda volta mi chiedo come sia nata una realtà così, accogliente e solida, che dura nel tempo. È un sistema aperto, che cerca lo scambio con l'esterno, perché vuole arrivare proprio a chi non ha molte cose in cui credere. Il Sermig è tutto costruito sul lavoro di squadra, sull'intercettare i bisogni degli ultimi e sulla valorizzazione e fioritura dei giovani. Questo si impara lì, a lavorare di squadra, con la bellezza, nell'aiuto al prossimo, con tanta speranza nel cuore. In questi due giorni mi ha impressionata la quantità di famiglie, con figli, che sceglie di passare il capodanno facendo del volontariato, credendo in una religione che diventa davvero pratica, concreta, senza formalismi. In poche parole a me questo Arsenale della Pace di cui si parla ancora poco, troppo poco, ha aperto il cuore, torno a casa ossigenata, con l'augurio di fare nel mio piccolo la differenza nel quotidiano, nel servizio agli altri, portando sempre lo spirito e il clima che ho potuto respirare in quei giorni trascorsi lì. Ernesto e i suoi collaboratori hanno fatto davvero un capolavoro. Sono sicura che il Sermig continuerà ad illuminare molte vite e aprire molti cuori.
Claudia: Un Sogno e un Sì. Mi piace ricordare così i miei primi giorni trascorsi all'Arsenale della Pace. Sì, perché tutto quello che oggi esiste, il Bene che è stato fatto e si sta ancora facendo grazie a questa realtà, ha avuto inizio da un Sogno di un uomo e di una donna e dal loro Sì a una chiamata per la vita. Un Sogno e un Sì... Capite? Nient'altro. E poi tutto è venuto di conseguenza. Certo, con l'impegno, le azioni concrete, il mettersi in gioco nel quotidiano, le difficoltà, ma il tutto accompagnato dalla fiducia che Qualcuno li stava guidando e custodendo. L'augurio che mi faccio e vi faccio, allora, è proprio questo: che in questo anno possiamo davvero sognare in grande per la nostra vita, possiamo rinnovare i nostri Sì e avere il coraggio di dirne di nuovi.
Alessandro: C’ero già stato lo scorso anno e mi era piaciuto, sono tornato con l'idea che avrei aiutato persone e che sarei rimasto contento. Quest'anno però, senza volerlo, in me c'è stato un confronto, un'autovalutazione: “l'imprevisto accettato” l'ho vissuto dentro di me! Tre giorni intensi che sono orgoglioso di aver vissuto lì.
Franca: Avevo sentito parlare di Sermig da alcuni giovani della parrocchia che più volte vi erano stati proprio in occasione del capodanno. Convinta da un’amica, quest’anno, tra vecchio e nuovo anno al Sermig di Torino c'ero anch'io, e la sensazione immediata è stata quella di “una porta sempre aperta” dove la gratuità non ha confini. In un tempo in cui la qualità delle relazioni tra le persone è segnata dall'individualismo, al Sermig si respira solo l’aria della solidarietà, della collaborazione, dell’accoglienza. Ho percepito un’attenzione verso l’altro davvero unica, la volontà di rispondere al bisogno dei fratelli con una disponibilità assoluta, aggiungerei con una nuova mentalità. Mi ha colpito infatti il senso del “restituire”, che non è semplicemente dare ma restituire un contributo per appianare un debito di Bene che è di tutti. La tenacia di Olivero e di tante persone di buona volontà hanno dimostrato che è possibile il sogno di un mondo fondato sulla fraternità, che deve nascere dai nostri gesti quotidiani, nelle nostre case, negli ambienti di lavoro, nelle nostre città, come se fossero dei Sermig in miniatura.
Cinzia: “Invece sono qui perché quando tutto sembra perso, l'amore esiste e resiste”. La speranza ha già vinto. Con gli occhi e il cuore pieni di vita, gioia, mondo, amore, nonostante tutto.
-
21 Dic 2022
-
19 Dic 2022
-
07 Dic 2022
-
16 Nov 2022
-
28 Ott 2022
-
21 Dic 2022
-
19 Dic 2022
-
07 Dic 2022
-
16 Nov 2022
-
28 Ott 2022
-
01 Ott 2021
-
08 Feb 2019
-
11 Gen 2018
-
17 Ago 2022
-
18 Gen 2019
To Top

