Esperienze
19 Lug 2019
La bellezza dell’Oratorio: una scommessa sulle persone
In questi giorni le nostre parrocchie sono inondate da adulti, giovani e ragazzi che vivono la grande avventura delle attività estive. Sebbene io stessa sia stata una di loro per anni, rimango sempre sorpresa dalla presenza di tanti giovani al servizio di bambini e ragazzi. Spendere il proprio tempo di vacanza per animare l’estate dei più piccoli non è cosa da poco! Prima ci si prepara, ideando, creando e organizzando i giochi e le attività ma anche i momenti formativi, poi ci si dona completamente. Ci si alza la mattina presto per controllare che tutto sia pronto e si rincasa al tramonto con il vociare ancora nelle orecchie e piccole manine stampate sugli indumenti; ci si chiede cosa è andato bene, cosa è andato storto, come fare meglio il giorno dopo. Se chiedi a un animatore perché lo fa, colpisce la spontaneità con cui risponde “perché mi piace”, “perché mi fa star bene”. La fatica è ripagata dalla semplice gioia di trovarsi insieme.
«Nelle nostre istituzioni – scrive papa Francesco nell’esortazione apostolica “Christus vivit”, che fa seguito al Sinodo dei Vescovi dedicato ai giovani – dobbiamo offrire ai giovani luoghi appropriati, che essi possano gestire a loro piacimento e dove possano entrare e uscire liberamente, luoghi che li accolgano e dove possano recarsi spontaneamente e con fiducia per incontrare altri giovani sia nei momenti di sofferenza o di noia, sia quando desiderano festeggiare le loro gioie». Questo è l’Oratorio, un luogo accogliente.
Gli animatori, da parte loro, qui più che altrove, si sentono liberi di essere se stessi, non giudicati per i propri limiti, semmai aiutati a correggersi e a migliorarsi; ma soprattutto liberi di mettersi in gioco e tirar fuori i propri talenti per poi donarli agli altri.
La seconda buona notizia è il rapporto tra generazioni diverse che qui si viene a instaurare. Se ci pensiamo, è molto raro vedere giovani, adulti e anziani collaborare per la riuscita di un progetto. In Oratorio si cammina insieme, rispettandosi e incoraggiandosi.
Fa anche piacere osservare che, al posto dei telefonini e del virtuale, si torna al reale. È data l’opportunità di riscoprire la bellezza della relazione, dell’incontro con le persone, senza filtri o pregiudizi. Le maschere cadono e cresce il desiderio di conoscere chi ci vive accanto. L’Oratorio è una “community” reale, è uno spazio-tempo sano dove la vita è ancora viva.
Preghiera, canto, gioco, laboratori, balli… creano una comunità che colora il gusto del vivere insieme. In un mese, per otto ore al giorno, s’impara a conoscere l’altro nello stile dell’animazione e del servizio, e, per un tratto di strada, ci si fa compagni di viaggio. Un’esperienza di vita che resta.
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