Ritorno a Goma. Parte 2.0

L’incontro con i piccoli “angeli di cioccolato” a scuola – Il mercato di Bireré

Gli occhi dei fanciulli sono sereni…

Gli occhi dei fanciulli sono felici…

Gli occhi dei fanciulli sono sinceri…

Gli occhi dei fanciulli dicono sempre la verità…

Questa è la bellissima percezione che ci accomuna tutti e quattro in questa fresca e soleggiata mattinata davanti a più di 500 angioletti schierati davanti alla scuola e pronti per l’alzabandiera. La gioia nel riconoscerci e nel rivederci è contagiosa e ci avvolge tutti, proprio come la bandiera congolese che si attorciglia lungo la sua asta mentre sale spinta da una brezza maliziosa durante il canto dell’Inno Nazionale.

Per Ennio e Bernardo, al primo impatto, l’emozione è fortissima e palpabile. Le notizia si possono anticipare, ma il brivido del momento è una cosa unica, irripetibile e, soprattutto, non trasmissibile. L’ho scritto più volte nei miei diari: il sentimento e l’esternazione sono parte del proprio DNA e quindi diverse per intensità e coinvolgimento; quello che si prova in certi momenti, pur potendolo descrivere con parole appropriate e con tutta la sincerità del caso, non sarà mai lontanamente paragonabile all’emotività dell’attimo.

Sono ancora tutti qui, a farci festa e a ringraziare noi, rappresentanti degli Amici del Mondo, per la grande opportunità che stiamo fornendo loro.

Dopo i saluti iniziali e il rientro in classe dei ragazzi, ci precipitiamo subito, accompagnati da Jeremie, al mercato di Bireré, quartiere situato poco lontano dall’aeroporto, per l’acquisto del colore necessario a raffrescare alcune aule scolastiche. Sì perché, tra le molteplici attività messe in programma, la tinteggiatura dei primi locali costruiti si era resa assolutamente necessaria. Avevamo portato dall’Italia tutto il materiale necessario, tranne secchi e colori. L’amico Carlo Bisol, con la sua grande sensibilità, ci aveva aperto il suo negozio per l’edilizia a Conegliano (TV) e ci aveva fornito - gratuitamente - tutto il necessario: rulli, pennelli grandi e piccoli, spatole, metri, matite, carta gommata. Non restava che far scegliere agli amici salesiani cinque ragazzi della scuola superiore per poter insegnare loro a dipingere le aule sotto la nostra supervisione. La paga spettante per il lavoro svolto avrebbe coperto un mese di retta scolastica, dando un po’ di respiro alle loro famiglie. Come dice il nostro motto: portare un pesce a chi non ha fame potrà risolvere l’immediato, ma per il futuro è meglio insegnargli a pescare.

Il mercato di Bireré è una cosa fantastica. Il vero “marchè sour la route”. Tutto è sulla strada: migliaia e migliaia di individui dalle vesti variopinte che intasano tutte le vie del quartiere, discutendo e contrattando merce di tutti i tipi messa in bella vista sopra coperte imploranti da lungo tempo di essere lavate. Il tutto mentre, nella via principale, un continuo susseguirsi di moto-taxi, biciclette con carichi impossibili ed enormi fuoristrada (quasi tutti dell’ONU) si sfiorano pericolosamente, frenando bruscamente e suonando incessantemente il clacson. Un’incredibile miscellanea di colori e di odori: l’intenso odore delle spezie si combina con quello di mango, maracuja e cipolla, il sudore dei corpi accaldati si miscela con i fumi di una miriade di tubi di scappamento e il tutto ti entra nelle narici dilatate e nella gola arsa protesa alla ricerca di un po’ d’aria più respirabile. Questo è il Congo! Amo da morire questa terra e questa gente, non riesco a staccarmi da questo cordone ombelicale che mi fa sentire un uomo diverso. Qui sono veramente me stesso, senza falsi moralismi e senza ipocrisia, con l’animo aperto, voglioso di fare e di donare tutto me stesso ed affogarmi in questa moltitudine di occhi grandi e bellissimi che ti cercano continuamente. Gli occhi dei bambini sono sinceri…

Renato Da Ros

Continua…






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