QualBuonVeneto
09 Lug 2019
Unesco, la soddisfazione dell’Istituto Beato Toniolo: “Grande opportunità per un territorio unico al mondo”
«Il riconoscimento come Patrimonio dell’Umanità delle Colline del Prosecco Conegliano Valdobbiadene è un risultato importantissimo, un grande valore aggiunto, un ottimo punto di arrivo. Rappresenta, soprattutto, una straordinaria opportunità per poter realizzare la migliore custodia, valorizzazione e promozione di uno splendido territorio, dalle caratteristiche uniche al mondo».
Il presidente Diego Grando e il direttore scientifico Marco Zabotti esprimono il plauso e la soddisfazione di volontari, esperti e personale tutto dell’Istituto Diocesano “Beato Toniolo. Le vie dei Santi”, che ha sede a Pieve di Soligo, per il prestigioso riconoscimento internazionale Unesco dell’area del Prosecco Superiore DOCG.
«È un’occasione davvero unica per un territorio di straordinaria bellezza – affermano ancora Grando e Zabotti – in cui il lavoro dell’uomo, la tradizionale e innovativa viticoltura d’eccellenza e la tutela dell’ambiente si sposano e si integrano con un paesaggio dell’umanesimo nel quale risaltano le radici cristiane, la storia, la cultura, l’arte, l’eleganza, l’ospitalità e l’enogastronomia. In pratica, un’offerta turistica di assoluto rilievo e veramente completa, che si colloca geograficamente a metà tra Dolomiti e Venezia».
«Da tempo il nostro Istituto si muove sul territorio con la volontà concreta e l’impegno preciso a promuovere e a favorire tutte le iniziative e le occasioni di conoscenza e fruizione di una proposta culturale e turistica di livello – osservano i due rappresentanti – e conferma la sua piena disponibilità perché nella nuova area Unesco si rafforzino consapevolezza, attività diffuse e collaborazioni che facciano risaltare al massimo la sua grande capacità attrattiva di visitatori e turisti».
«Occorre mettere insieme il dono di una storia locale ispirata ai più alti valori ed esempi umani e cristiani, come Giuseppe Toniolo, grande innovatore dell’economia e della società – osservano – e la prospettiva di una responsabilità nuova che affronta una sfida inedita con ottimismo, competenza, lungimiranza e senso autentico del bene comune».
«Il riconoscimento Unesco potrà trovare il successo che tutti attendiamo sul territorio – concludono – soltanto grazie all’impegno e al lavoro convinto di tutti i soggetti che risiedono e operano nell’area interessata, in linea con le indicazioni del “fare rete” e “costruire comunità” che sono state peraltro condivise e ben accolte da relatori e partecipanti al convegno del 6 luglio a Pieve di Soligo sul tema “Partecipare e costruire per fare comunità. Storia, stile e buone pratiche di un territorio che guarda al futuro”».
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