Com’è nata una canzone

Giorgio Susana e Gianfranco Salatin si sono conosciuti nei primi anni ‘90 quando animavano insieme le feste in parrocchia. Abitano ai piedi delle Prealpi. Entrambi hanno da sempre manifestato un profondo interesse per la musica e la montagna esaltato da lunghe escursioni fatte insieme. Nel corso del tempo, crescendo, l’amicizia è cambiata perché altri interessi sono subentrati ma, la passione per la musica, gli incontri del coro Code di Bosco con il maestro Gilberto e la voglia di scrivere continuano a tenerli uniti.
Da diversi anni Gianfranco, pittore, scultore, corista baritono si diletta a scrivere su carta i sentimenti e le emozioni della gente. Testi e poesie a volte in dialetto veneto a volte in italiano.
Giorgio, invece, è insegnante di musica, compositore, arrangiatore, direttore di cori.
Dalla loro collaborazione artistica, negli anni, sono nati brani come “Al panevin”, “Cansei”, “Fiol de la guera “, “Col Alt”. Qualcuno, scherzosamente li definisce i Mogol-Battisti delle Prealpi.
Diversi mesi fa, dal testo ispirato del corista Gianfranco e da una magistrale tessitura armonica di Giorgio è uscito un brano che ha incantato gli ascoltatori. Gianfranco ha scritto il testo a casa sua, a Villa di Villa di Cordignano, e l'ha lasciato una sera quasi di nascosto a casa di Giorgio, ad Orsago. Il maestro, seduto al pianoforte stava componendo un pezzo musicale al quale mancavano proprio le parole adatte. In poco tempo la partitura è stata armonizzata al testo e, come ama dire Giorgio, “Tutto si è unito e sposato perfettamente: in dieci minuti è nato il brano Resterà la luce”. Le parole si sono posate sulle note e ora vivono insieme toccando sicuramente
qualche tasto sensibile nella tastiera della vita di ciascun ascoltatore.
È un brano che incanta, suscita qualche brivido e resta nel cuore; parla della montagna e dell’amicizia. I ricordi di un’amicizia rimangono, ciò che è successo non succederà più ma resterà quella luce ad illuminare quei momenti vissuti insieme. Nulla potrà far tramontare quell’amicizia.
Una canzone che valorizza i sentimenti e i momenti quotidiani che ci sfuggono via semplicemente perché siamo un po' distratti.
 “Venite ad ascoltare dal vivo questo fantastico gioiello” così commenta qualcuno da Parma, dopo averlo ascoltato la prima volta. Da qualche tempo questo brano per alcune persone è diventato colonna sonora al tramonto. Per gli amici del Coro Code di Bosco in particolare. È loro consuetudine domandarsi a quale ora del giorno, oggi, il sole tramonterà. Lo scopo è ritrovarsi in compagnia all’aperto, in un ambiente naturale, condividere un po’ di cibo, nell’attesa di vivere questo magico momento: gli ultimi istanti della giornata, l’emozione degli ultimi spiragli di luce quando il sole sembra che lì in fondo vada a dormire. E, in quel preciso momento, come se ci fosse la bacchetta di un direttore d’orchestra, intonare dal vivo la canzone e continuare a cantarla fino a quando la luce resterà. Poi, passo dopo passo ritornare a casa felici nell’ascoltare le campane dei paesi vicini fondersi con le proprie voci e il silenzio della natura.
Resterà, resterà... la Luce.







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