Salute

25 Apr 2017


Il cuore

Lo sentiamo, ma lo ascoltiamo?

In India è la dimora di Brahma, per l'Islam il trono di Dio. Presso i sufi e i saggi islamici la visione spirituale viene paragonata all'occhio del cuore. 

Gli alchimisti ritenevano che il crogiolo interiore dell'uomo, il luogo che fornisce il calore necessario al compimento della grande opera, fosse nel centro del cuore.

Quando in Egitto si imbalsamavano i defunti, l'unico viscere a rimanere intatto nel corpo della mummia era il cuore, che come centro supremo dell'uomo doveva rispondere delle azioni del defunto presso il cospetto del Giudizio Divino.

Nella Medicina Mediterranea il cuore rappresenta la sintesi del maschile e del femminile, della materia e dello spirito. È rosso e caldo, simbolo del fuoco, elemento maschile ma è anche cavo al suo interno, come l'utero, e oscuro, elemento femminile.

Simbolicamente, nel centro, per la filosofia orientale, materia e spirito s'incontrano e si amalgamano pienamente.

Per il pensiero occidentale il cuore è il centro dell'affettività mentre il cervello è quello dell'intelligenza. Per la Medicina Mediterranea il cuore è un organo inseparabile dalle emozioni e, in questo senso, punto di fusione tra psichico ed organico.

È una centralina, è un centro simbolico dell'affettività, è un cardine della spiritualità e in questo senso è considerato un organo "sacro".

Gli Egizi definiscono l'intuizione "intelligenza del cuore" ed è quella che si avvicina a ciò che noi definiamo intelligenza intuitiva o emotiva, caratterizzata da un continuo passaggio dalla inconsapevolezza allo stato cosciente.

In tutte le tradizioni il cuore è il piccolo "sole" di ogni creatura vivente.

Come la vita umana ruota tutta intorno al cuore, la vita dell'universo ha il suo centro nel sole.

Nel cuore come nel sole troviamo parole come luce, creatività, amore, ma anche unità, totalità alla coscienza ed all'eternità.

Nel linguaggio popolare vi sono molti riferimenti alla motilità cardiaca di carattere non fisico ma emozionale: "cuore che si stringe di angoscia", "cuore che si allarga di gioia", " cuore che si muove a compassione".

Come il cuore muove l'intero organismo, così sul piano analogico "muove" gli affetti.

Ogni cuore ha un proprio modo di battere, si potrebbe dire che rappresenta una specie di "impronta digitale" della personalità.

Una forte spinta cardiaca, un polso forte, lo possiamo riscontrare in una personalità energica, volitiva, il cosiddetto "uomo di polso"; mentre il polso debole contraddistingue personalità delicate, dal temperamento mite.

Un ritmo cardiaco lento accompagnerà chi si concede delle pause, chi è tranquillo e posato; al contrario, un ritmo accelerato rifletterà uno stile più concitato, dominato da azioni incalzanti.

L'ascolto del proprio cuore può indirizzare verso la strada più consona alla propria indole, mantenendo lucente la naturale personalità.






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