Cultura

06 Ago 2022


L’Aquila: sovrana dei cieli e simbolo del sole

Presso le antiche civiltà l’aquila reale era considerata sovrana dei cieli, per via delle sue caratteristiche anatomiche e non solo: robustezza e prestanza fisica, becco potente e uncinato, testa grande e ali ampie; il volo leggero e silenzioso permette all’aquila di piombare dall’alto sulle prede, afferrandole a volo radente; i robusti artigli, ricurvi e affilati, invece, sono in grado di catturare ciò che più le interessa, per poi trasportarlo in alto…

Per queste sue qualità, le popolazioni greche, romane, celtiche e indiane hanno riconosciuto l’aquila come un essere magico e ultraterreno, capace di riunire il cielo e la terra. Nelle effigi elleniche era rappresentata come l’uccello che stringeva tra i possenti artigli i fulmini di Zeus. Presso i romani, la sua immagine campeggiava sulle insegne dell’esercito conquistatore, fungendo da simbolo del potere di Roma e di Giove, padre di tutti gli dei e protettore dello stato. Il simbolo dell’aquila, sia durante le marce, sia in battaglia, era affidato all’aquilifer (aquilifero), ovvero il soldato che doveva portare questo simbolo e difenderlo costantemente, a costo della propria vita; la perdita poteva causare lo scioglimento dell’unità ed essere motivo di disonore.

Immaginata come creatura ultraterrena che univa la terra al cielo, durante l’età imperiale l’aquila era liberata sul rogo dei defunti cesari, poiché incaricata di trasportare la loro anima verso la dimora degli dei.

Dopo la caduta dell’Impero romano l’aquila, in forma singola o bicefala con corona, venne utilizzata come simbolo araldico e richiamo agli antichi fasti imperiali. L’aquila a testa doppia aumentava simbolicamente il riferimento alla forza della casata. Se i due volti guardavano in direzione opposta, il significato si riferiva alla continuità della famiglia dal passato al futuro.

Presso i nativi del nord America, l’aquila era considerata uccello sacro degli dei celesti, del tuono e della folgore, e rappresentava il Grande Spirito. Secondo le leggende, è l’unico animale a poter guardare il globo solare, e a tal riguardo è denominato uccello di fuoco. La sua sacralità rende le piume così preziose da essere utilizzate nella danza del sole, nonché strumenti di guarigione usati dagli sciamani nei loro viaggi ultraterreni. Per questi popoli, cingersi il capo con penne d’aquila è l’atto di imitare i raggi del sole.

Simbolo di regalità e potere, la regina delle vette, nelle culture dei Celti, rappresentava la divinità solare. Tale è ancora rappresentata in India. L’aquila cavalcata da Vishnu è raffigurata incoronata con piume d’oro e ali rosse, simile al sole. Questa similitudine riguarda anche altre culture presso le quali essa diventa archetipo del Padre celeste.

L’aquila è dunque signora dei cieli e di tutti gli uccelli. Questa idea completa il simbolismo collegato agli angeli e gli stati spirituali superiori.

Nella religione cristiana, Gesù è rappresentato spesso sotto forma di uccelli sacri: colomba e fenice solo per citarne alcuni. Tuttavia viene associato anche all’aquila reale, poiché è icona del Cristo combattente che sconfigge la morte, innalzandosi contro il male come l’immagine del rapace che uccide il serpente.
Nella Bibbia, l’aquila è il simbolo dell’apostolo Giovanni. Nel prologo del suo vangelo egli parla del Verbo che è Dio, il solo in grado di spazzare via le tenebre e portare la luce, come l’aquila che vola in alto e fissa quella del sole senza esserne accecata.
Questo fiero rapace è presente anche fra i quattro animali della visione di Ezechiele sapientemente rappresentata da Raffaello Sanzio. Inoltre la tradizione biblica attribuisce agli angeli, le forme dell’aquila e della trascendenza.





ABOUT AUTORE





Utilizzando il sito web, accetti il nostro uso dei cookie, per una tua migliore esperienza di navigazione. Maggiori informazioni Ok