Goma: l'inaugurazione della scuola (IX)

Dal diario di viaggio di Renato Da Ros...

La festa continua fino a sera, inframezzata da un pittoresco picnic subito dopo mezzogiorno. Nel tardo pomeriggio veniamo invitati dal corpo insegnante in un locale vicino all’aeroporto per un brindisi. Ci sono anche i rappresentanti dei genitori che mi consegnano un attestato di ringraziamento, firmato da tutti, in onore degli AMICI DEL MONDO per l’opera edificata in aiuto dei loro figli. Il direttore Tembo chiede, a nome dei presenti, di intercedere presso la nostra Associazione per la costruzione di ulteriori due aule viste le numerose domande di ammissione alla scuola. Ringrazio tutti i presenti con la promessa di perorare il loro legittimo desiderio, ricordando che ad essi sarà demandato il compito di vigilare sulla conservazione della costruzione, preservandola per le generazioni future. Al termine, brindisi generale e via di corsa per raggiungere il centro città, più precisamente il lungolago dove, al Karibu (“Benvenuto” in swahili), un locale modernissimo, fornito di un vasto giardino illuminatissimo a quest’ora serale, siamo attesi dalla famiglia Misseli, papà, mamma e tre figliole, conosciute tempo addietro in uno dei viaggi, con la quale intrattenevo una discreta corrispondenza. Il padre lavora, come autista in una grande ONG, ben retribuito, quindi in grado di dare alle figlie un tenore di vita più alto della media. Sono tutti elegantissimi, i baci e gli abbracci si sprecano, le ragazze sono curiosissime e mi chiedono continuamente notizie dell’Italia, del mare, della moda e delle vacanze. Mentre racconto, vedo i loro occhi sognanti che mi guardano senza vedermi, immaginando ed immedesimandosi con la mente in ciò che sto loro descrivendo. Di contro, la madre mi racconta che, nel Nord Kivu, per sposare una ragazza, il futuro marito deve portare all’eventuale suocero, per il consenso al matrimonio, quattro capre e due mucche. Questo è il valore di una donna in Africa, di colei che tiene unita la famiglia, che fa tanti figli e che è demandata ad eseguire i lavori più duri e pesanti. Tanta strada dovrà percorrere ancora questo continente, soprattutto per quel che riguarda l’emancipazione femminile! Dopo aver appreso che la nostra partenza era già fissata per lunedì mattina, ci danno appuntamento l’indomani, domenica, per un ultimo brindisi alla “Plage Du Peuple” (la spiaggia del popolo) una zona, sul lungolago, con spiaggia per i bagnanti e panchine per il sole. Accettiamo con piacere, anche perché il nostro ritorno in Congo sarà molto difficile e dipenderà dal verificarsi di troppe circostanze favorevoli. Rientriamo sul tardi alla Casa Salesiana. In centro il traffico è ancora sostenuto ma, in periferia, nel quartiere Birerè, così affollato di giorno con il suo caratteristico mercato, ora, a notte appena inoltrata, si presenta come un luogo deserto ed abbandonato se non fosse per qualche gruppetto di “ragazzi di strada” che fruga tra l’immondizia lasciata dai venditori diurni, o accende qualche fuoco per contrastare il calo notturno della temperatura. Anche Bosconia è buia e silenziosa. I salesiani sono tutti a letto e domani, domenica, ci saranno funzioni da celebrare per tutta la mattina. Noi, con la dispensa speciale di Jean Marie, ci buttiamo sul letto felici di poter riposare qualche ora in più.

(continua...)

Renato Da Ros,
presidente Amici del Mondo -
Mareno di Piave (Treviso)





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