Belle arti
08 Apr 2020
Tomba di Raffaello Sanzio - Pantheon, Roma
08 Apr 2020
Belle arti
08 Apr 2020
Raffaello rivive nelle Scuderie del Quirinale, anche online
Il 6 aprile 1520 moriva, a trentasette anni, Raffaello Sanzio, il grande artista di Urbino, figlio importante di un’epoca – il Rinascimento – che ha arricchito di bellezza l’umanità intera. L’artista non godè di lunga vita, ma le sue opere lo resero eterno. In esse Raffaello si è mostrato l’interprete d’un ideale di bellezza classica, canonica, all’insegna dell’armonia, passata poi nel gusto di interi secoli di civiltà fino a connaturatasi in noi; ed è stato anche l’altissimo celebratore dello spirito e della cultura umanistica attraverso i grandi temi del pensiero e della fede religiosa. Giorgio Vasari scrisse che il cielo aveva accumulato nel solo Raffaello «l’infinite ricchezze de’ suoi tesori e tutte quelle grazie e’ più rari doni che in lungo spazio di tempo suol comparire fra molti individui», mentre il conte Pandolfo Pico della Mirandola annotò, il giorno dopo la morte dell’artista, che «la fama […] non è subietta a tempo né a morte serà perpetua, si per le opere sue quanto per le fatiche de li dotti che scrivereano il laude qua alli quali non gli mancharà subietto». E il Bembo così celebra Raffaello nella lapide che sigilla il sepolcro al Pantheon: Ille hic est Raphael timuit quo sospite vinci / rerum magna parens moriente mori («Qui è quel Raffaello dal quale, fin che visse, Madre Natura temette di essere vinta e, mentre egli moriva, temette di morire»). Solitamente accade che il genio dell’artista venga riconosciuto solo tardi, ma non in questo caso. Il 6 aprile 1520, Roma, città nella quale Raffaello era impegnato in un lavoro artistico senza precedenti commissionato dal pontefice, sembrò fermarsi nella commozione e nel rimpiante, mentre la notizia della sua scomparsa faceva rapidamente il giro di tutte le corti europee. Raffaello Sanzio diviene subito oggetto di un processo di divinizzazione, mai veramente interrotto, che ci consegna oggi la perfezione e l’armonia della sua arte.
Questo doveva essere l’anno dedicato a Raffaello in occasione del cinquecentesimo anniversario della morte: la sua vita e la sua arte dovevano essere il fulcro dell’anno culturale italiano, con tanti eventi coordinati da un comitato scientifico voluto dal Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo. Inutile dire che è tutto sospeso e – speriamo – solo rimandato. Intanto però è bello sapere che la grande mostra “Raffaello.1520-1483” organizzata dalle Scuderie del Quirinale insieme alle Gallerie degli Uffizi si svela online, con video-racconti, approfondimenti e incursioni nel backstage che, attraverso i canali social, permettono di ammirare alcune tra le più belle opere esposte e presentano dettagli e curiosità sull’arte del pittore rinascimentale e sulla più grande rassegna mai tentata finora.
La mostra racconta la storia di Raffaello Sanzio e, insieme, quella di tutta la cultura figurativa occidentale, che l’ha considerato un modello imprescindibile. L’esposizione ripercorre a ritroso l’avventura creativa dell’artista, da Roma a Firenze, da Firenze all’Umbria, fino alla nativa Urbino: un flash-back incalzante che consente di ripensare il percorso biografico a partire dalla massima espansione creativa negli anni di Leone X. Risalendo il corso della vita di Raffaello, di capolavoro in capolavoro, si scorge in filigrana quel linguaggio classico che solo a Roma, assimilata nel profondo la lezione dell’antico, si è potuto sviluppare con una pienezza che non ha precedenti nella storia dell’arte.
Di seguito il video di una passeggiata in mostra: un susseguirsi, sala dopo sala, di volti, sguardi e gesti di straordinaria bellezza…
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