QualBuonTurismo
27 Feb 2019
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27 Feb 2019
Medioevo e città murate - Parte I
Adottando una logica microturistica, quindi volta a scoprire il territorio ed i suoi legami con il Medioevo, ho cercato di immaginare come fosse la zona fra Vittorio Veneto, Oderzo, il Piave ed il Livenza molti secoli fa.
Se avessimo scattato un’istantanea cosa avremmo potuto vedere?
La situazione geopolitica dell’Italia e non solo, era frammentata e disordinata. L’impero romano era in declino già da diverso tempo, gli abitanti che risiedevano ai margini dell’impero non erano più difesi come un tempo e le tasse erano sempre più alte ed esose. L’impero era stato diviso in due parti: quello d’Occidente e quello d’Oriente. In un primo momento, sembrava una cosa ottimale ma con il passare degli anni, le due culture - quello che restava della romana e la bizantina - si scontrarono mettendo fine alle logiche latine.
I Signori delle città in quell’epoca dovettero difendersi dalle continue invasioni dei Barbari. Era necessario creare delle nuove armi, sempre più sofisticate con una potenza e una gittata d’azione sempre più ampia e potente. Era importante organizzare delle difese idonee con mura sempre più spesse e larghe.
Chi poteva, per far fronte a tutto ciò, si organizzava con eserciti, milizie e mercenari.
Difficile capire se la difesa era più importante dell'attacco, certo è che il venir meno di un potere riconosciuto preminente, dava spazio a chi, con le armi, voleva regolare o dominare la vita altrui.
Il racconto sottostante si sviluppa in epoca medievale nel territorio dell’attuale provincia di Treviso. Funge da introduzione ad altri scritti che nei mesi prossimi potranno fornire la chiave per nuove esperienze microturistiche.
Sono Publio Sulpicio Cincinnatus discendente di una famiglia di antichi romani che contribuirono alla colonizzazione di questo territorio molti secoli addietro. Il modo di pensare e di agire del mio tempo, rispetto a quello degli avi è venuto meno. L’impero ormai è sfaldato. Roma non controlla i suoi territori e patti disattesi, nomadi, tradimenti e convenienze hanno reso tutti noi insicuri e alla mercé dei potentati che si spartiscono terre e genti.
Migrazioni e delinquenti hanno spinto la mia famiglia in questa zona da un paio di anni. I miei famigliari cercano pace e un lavoro con il quale poter sfamarsi. In famiglia, ci sono io, il più piccolo ma anche una sorella ed un fratello il quale lavora già da tempo con mio padre nei campi e lo segue nelle varie attività.
Il territorio nel quale vivo è principalmente agricolo con appezzamenti di diverse estensioni e boschi. Nel piccolo villaggio tutti coltivano la terra per procurarsi il cibo con cui nutrirsi e diverse famiglie si occupano di piccoli allevamenti con mucche, pecore, maiali ed altri animali che vengono venduti in città per procurarsi il nummo per le decime.
Alcuni fiumi della zona sono impetuosi e mettono paura durante la stagione delle piogge e di notte. La Liquentia attraversa la pianura a poca distanza dal villaggio, l’altro, il Plavis è molto più lontano e taglia la pianura più a sud. Le acque di quest’ultimo approvvigionano tutta la zona.
Si narra che quello a sud, nel suo percorso in montagna a causa di una frana abbia deviato il suo corso modificando la condizione idrica di tutto il territorio.
Oltre a questi due fiumi importanti e ai numerosi minori, il territorio è ricco di villaggi abitati da gente molto laboriosa.
Capita qualche volta che cavalieri allo sbando, eserciti di frontiera, banditi girino nella zona rubando e saccheggiando i villaggi.
Infatti, nel Cansillo, vi sono dei mercenari che per necessità rubano cibo o altri beni dai villaggi e creano paura.
Quella della mia famiglia è una vita accorta, infatti, quando si viaggia nella zona o bisogna raggiungere il mercato in città o portare al Signore del cibo bisogna prestare molta attenzione. Tutti i maschi di famiglia portano un’arma per difendersi e le donne viaggiano in gruppo per proteggersi una con l’altra, specialmente se vi sono bambini piccoli.
Nell’area vi sono delle città nelle quali diversi abitanti del mio villaggio vanno quotidianamente, come mio papà, per vendere i prodotti che coltiviamo nei campi.
Nei prossimi giorni accompagnerò papà in città.
Continua…
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