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Microturismo e gli artisti del territorio (Parte 1)
Il XX secolo è stato per la storia dell’umanità un secolo fatale. L’uomo immerso nel suo egoismo ha dimostrato la parte peggiore di se stesso dando il via a guerre, terrorismo, violenze, che hanno portato sofferenze e dolore in tutto il nostro pianeta.
Per contro è stato anche un secolo in cui qualcuno ha trovato la forza, anche attraverso l’arte, di lasciare messaggi di rispetto, amore e pace.
Molte sono le opere d’arte che ci arrivano dal XX secolo che per fortuna possiamo vedere anche nel territorio dove viviamo. Infatti, ogni giorno ne possiamo cogliere i segni: palazzi, piazze, monumenti, viali, scuole, chiese, campanili, ci raccontano quanto è stato fatto durante il secolo scorso di buono anche per noi.
I custodi per antonomasia delle opere d’arte, soprattutto nelle forme tradizionali sono i musei, ma molte sono le opportunità che possiamo cogliere anche nelle chiese, scuole, ville che magari nel frattempo sono state convertite in alberghi.
In questa occasione dedicheremo la nostra attenzione ad un artista che ha arricchito il nostro territorio con molte testimonianze della sua arte proprio durante il XX secolo, a partire dagli anni 20 e fino agli anni 70.
Alcuni studiosi e critici d’arte, riferendosi ai vari periodi della sua arte, hanno messo in evidenza il lavoro svolto per la ricerca della figura, altri hanno celebrato la vena monumentale di alcune opere, altri hanno celebrato la cromaticità evocativa e potente delle vetrate ricavate dai suoi disegni.
Comunque la si guardi, l’arte di Pino Casarini vale la pena di essere conosciuta e vista, vuoi per ricordare un artista del XX secolo, vuoi per la sua storia, vuoi per i sentimenti che l’hanno ispirata.
Pino Casarini nacque a Verona nel 1897 da papà Carlo e mamma Teodolinda Montresor. Il suo nome di battesimo è in realtà Giuseppe.
Gli studi lo videro impegnato inizialmente alla scuola statale d’arte intitolata a Napoleone Nani, importante artista del XIX secolo che insegnò per 25 anni proprio a Verona. Proseguì gli studi all’Accademia Gian Bettino Cignaroli attiva dal 1764 che ne fa una delle più antiche al mondo. Assieme a lui, numerosi furono i pittori di talento che studiarono all’accademia in quegli anni, tra questi Antonio Nardi che ne diventerà il direttore, Giuseppe Zancolli, Guido Trentini, Ettore Beraldini, Angelo Zamboni.
Casarini iniziò ad esporre le sue opere nel 1926 e partecipò alla Biennale di Venezia dal 1926 al 1948 e alla quadriennale di Roma dal 1931 al 1947. Ha creato affreschi, sculture, vetrate, disegni, tele. A volte in piccole proporzioni come alcuni bozzetti e disegni, a volte ha generato opere di dimensioni ciclopiche. Si è dedicato anche alla formazione e all’insegnamento di altri artisti.
Operando in un’epoca storica di grandi trasformazioni sociali, ha contribuito con la sua arte a ravvivare memorie e fondamenti del genere umano. Le sue opere si diversificano anche in base all’epoca in cui sono state prodotte.
La prima tappa alla scoperta del suo impegno ci porta a Conegliano, nella chiesa della Beata Vergine di Lourdes che si trova sulla strada di collegamento tra Conegliano e Tarzo in Via Immacolata di Lourdes 78. La chiesa realizzata nel 1954 è caratterizzata da uno stile neogotico moderno e al suo interno ospita un polittico del Casarini che fa da sfondo all’altare. L’opera realizzata tra il 1959 e il 1961, rappresenta una svolta nel lavoro dell’artista e assieme al paliotto ed alla via crucis è caratterizzata dalla mancanza di figure nello sfondo. Per apprezzare la tavola centrale del polittico e le dieci che la contornano bisogna avvicinarsi così da scoprire la figura della Madonna e i dieci episodi della sua vita che l’artista racconta in un’atmosfera che ci rammenta alcuni capolavori del medioevo.
Da Conegliano è un attimo arrivare fino a San Fior di Sopra per entrare nella chiesa intitolata a San Giovanni Battista che si trova in Largo G.B. Cima 5 a ridosso della SS13. I finestroni della navata sono opere realizzate dall’artista Scipione Ballardini su disegni del Casarini. L’imponenza delle figure e la cromaticità delle opere contrastano in modo netto con quanto visto nella chiesa della Beata Vergine di Lourdes.
Merita un’attenta osservazione anche il famoso polittico d’altare di Gian Battista Cima così come le altre opere presenti nell’edificio sacro.
Ricordiamo che le chiese oltre al momento delle funzioni sono generalmente aperte nelle mattinate dei giorni feriali.
Segue nel prossimo articolo...
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